Il Tirreno

Empoli

Morto alla sagra, pirata arrestato Ha provato a distruggere l'auto

di Massimo Mugnaini e Marco Sabia
Il luogo dell'incidente e, nella foto piccola, Marino Baronti (foto agenzia Carlo Sestini)
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Il luogo dell'incidente e, nella foto piccola, Marino Baronti (foto agenzia Carlo Sestini)

Voleva letteralmente fare a pezzi la Panda con cui ha travolto e ucciso Marino Baronti. Ha detto di essere fuggito perché "senza assicurazione"

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EMPOLI. «Alla guida della Fiat Panda c'ero io». "Incastrato" da decine di testimonianze, braccato dai carabinieri, forse anche schiacciato dal peso del rimorso, ha deciso di costituirsi nel tardo pomeriggio di lunedì 29 giugno il pirata della strada che il sabato precedente aveva ha travolto con la sua auto Marino Baronti, 78 anni, fucecchiese, a 200 metri dall'ingresso della sagra del pesce a Bassa. Il pensionato è deceduto la notte successiva all'ospedale San Giuseppe, dove era ricoverato in condizioni disperate.

L'uomo, un empolese di 41 anni, si è presentato accompagnato dal suo legale, l'avvocato Daniele Raveggi, al commissariato di Empoli diretto dal primo dirigente Francesco Zunino e al termine della confessione è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida. «Me lo sono trovato davanti all'improvviso - avrebbe detto - e non ho fatto in tempo a evitarlo». La Procura di Firenze diretta da Giuseppe Creazzo lo ha iscritto sul registro degli indagati con le accuse di omicidio colposo e omissione di soccorso.
Il 41enne è rimasto negli uffici di polizia per oltre sette ore, fino a notte fonda. [[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.11687009:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2015/06/28/news/investito-da-un-auto-pirata-grave-settantenne-1.11687009]] Ha offerto una ricostruzione di quanto avvenuto quattro giorni fa in via 26 giugno giudicata credibile dagli investigatori che adesso stanno vagliando il suo racconto, cercandone riscontri. I pezzi dell'auto con cui è piombato sull'anziano, innanzitutto, soccorso in prima battuta da alcuni passanti. Il 41enne avrebbe infatti confessato agli investigatori, nel corso dell'interminabile interrogatorio, di aver tentato di liberarsi della sua Fiat Panda poche ore prima di presentarsi al commissariato. Come? Facendola letteralmente a pezzi in un terreno agricolo fuori Empoli. Ecco perchè gli agenti sono già al lavoro per rintracciare e recuperare ciò che resta della macchina demolita. Proprio tramite l'auto, passata a velocità elevata sotto lo sguardo terrorizzato di decine di avventori della sagra, gli uomini dell'Arma erano ormai a un passo dalla identificazione del suo conducente. Anche altre verifiche sono in corso sulla genuinità di quanto riferito dal pirata della strada che, secondo alcune verifiche investigative, avrebbe alcuni precedenti di polizia per sostanze stupefacenti. «Quando è accaduto l'incidente mortale non ero sotto effetto di alcol né di stupefacenti» avrebbe detto l'uomo, confessando poi che la propria utilitaria non era coperta dall'assicurazione. Potrebbe essere questo uno dei motivi per cui il 41enne ha proseguito la sua folle corsa senza fermarsi a soccorrere Baronti.

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Intanto nel pomeriggio di martedì 30 giugno è stato celebrato il funerale della vittima. Volti tirati e rigati dalle lacrime al funerale di Marino Baronti. Nella chiesa de Le Vedute c'erano tantissime persone e tante altre hanno trovato posto soltanto in piedi, per dare l'ultimo saluto all'imprenditore che era in pensione per dare un attimo di conforto agli addoloratissimi parenti. I figli, la moglie e tutti gli altri parenti erano nelle prime file: ma c'erano pure gli amici, soprattutto persone anziane con cui Baronti aveva condiviso tanti anni della sua vita . Ma non c'erano soltanto le vecchie generazioni; molti giovani lo conoscevano, o perchè lo avevano conosciuto in contrada Ferruzza o perchè frequentavano l'attività che aveva fondato negli anni 80, l'officina Omb di via di Mezzopiano, ora in mano ai figli Valter e Roberto, comprensibilmente sconvolti e piegati dal dolore come il resto della famiglia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.11706698:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11706698:1652028279/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il sacerdote che ha celebrato la funzione - e che sostituiva il parroco don Giorgio - lo ha ricordato così: «Il dolore vi ha colpito strappandovi una persona così amata, oltre ad un compagno di tante giornate per voi amici. Si tratta di una partenza e non di un addio, nell'attesa di ritrovarci di nuovo, di godere ancora della presenza di chi ci ha lasciato per un po'. Marino ha lasciato un'impronta nella sua città, ci mancheranno il suo sorriso , il suo affetto e la sua bontà».
 

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