Gioco
Dal seme fino al pane il "miracolo" di S.Matteo
A Castelfiorentino è partito il mulino della famiglia Tognetti che fa parte di un piano di filiera con 60 agricoltori toscani e uno stabilimento della Unicoop per pizze e altri prodotti
CASTELFIORENTINO. A S. Matteo, sopra Granaiolo, si respira un’aria diversa. Quasi da piccolo “miracolo economico”. Un’aria che non è quella rassegnata di un paese piagato da burocrazia soffocante, da disoccupazione e crisi. Dalle ceneri di due ex fornaci, in qualche anno, è nato un polo alimentare da far invidia alle nazioni europee più evolute. Grazie a un piano integrato di filiera, finanziato in parte dalla Regione, sono stati costruiti un mulino e uno stabilimento che produrrà pane e pizza. Un progetto portato avanti dalla famiglia Tognetti che ha costituito la società per azioni Newcopan per il mulino e ha trovato come partner la Unicoop per la trasformazione della farina. E sessanta agricoltori toscani che conferiranno i loro raccolti al mulino di Granaiolo. Il marchio si chiama “Tutto Toscano”.
L’intero processo è avvenuto in circa quattro anni: dalla messa a punto dell’idea, la realizzazione, il sostegno della Regione. E la costruzione del capannone. Vale a dire ventimila metri quadrati di superficie coperta. Un insediamento realizzato in sei mesi con la bonifica dei precedenti siti industriali. Roba da non credere in Italia.
Proprio in questi giorni sono state fatte le prime macinature nell’impianto costato otto milioni. «Siamo tra i primi in Italia ad aver realizzato questo progetto di filiera - spiegano Gino Tognetti (fondatore del panificio Moderno a Montaione) e il figlio Alessandro - il grano verrà stoccato a terra in maniera da avere la tracciabilità completa dei prodotti che si realizzano». E non come ora con i grani che, in genere, vengono mescolati.
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Il mulino, come spiega il mugnaio (un mugnaio 2.0 si potrebbe definire) Calogero Di Gangi si articola in due parti: una a cilindri con una tecnologia avanzata, e di fabbricazione italiana, che permette il controllo del funzionamento delle macchine anche attraverso un tablet. Dalla pulitura monitorata da lettori ottici (in grado di riconoscere le parti sporche da quelle pulite) fino alle varie fasi di macinatura. In tutto otto passaggi nei quattro piani del mulino grazie a un’apparecchiatura che produce aria compressa in grado di far passare grano e poi farina attraverso centinaia di tubi che uniscono i diversi piani. E che ha anche una macchina di legno con macina a pietra.
«Al momento - spiegano Gino e Alessandro Tognetti - maciniamo 800 quintali al giorno. Ma possiamo raddoppiare la portata». A breve verrà aperto lo stabilimento per la realizzazione di pizze e pane della Unicoop che utilizzerà farina della famiglia Tognetti (che tra l’altro ha ceduto il panificio di Montaione alla stessa Unicoop). Nei prossimi mesi dovrebbero essere fatte assunzioni sia per il mulino che per Unicoop. E Alessandro Tognetti conclude: «Ora speriamo che il sistema finanziario locale faccia la sua parte».
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