Il Tirreno

Empoli

«Più burocrazia e disagi per i servizi»

«Più burocrazia e disagi per i servizi»

Ìl sindacato è preoccupato anche perché «la Città metropolitana rimane ancora entità indefinita »

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EMPOLI. Sulle difficoltà dell’Unione dei Comuni interviene anche il sindacato. E non solo per quanto riguarda la polizia municipale, sul piede di guerra da mesi con i sindaci, con lo sciopero – annunciato più volte e sempre precettato - che rimane uno spettro. «Ancora – attacca Alessandro Giorgetti della Funzione pubblica Cgil – siamo in una fase di stallo. Tutti i problemi che abbiamo portato alla luce sono ancora sul tavolo e non hanno trovato soluzione». Insomma, le rivendicazioni degli agenti non sono che la punta di un iceberg che affonda le radici nelle incertezze e nella scarsa volontà politica di dare gambe ad un ente che ha ormai trenta mesi di vita. «Sulle questioni più disparate c’è una frase che aleggia, ma che non conduce mai a risultati certi – continua Giorgetti – i sindaci continuano a dire che ci stanno lavorando, ma i dubbi si accumulano. La sensazione è che anche dove c’è accordo sia difficile mettere in pratica le decisioni prese». Le mancanze d’altronde sono sotto gli occhi di tutto. “Dopo due anni e mezzo manca ancora un ragioniere capo – prosegue – ci sono carenze strutturali dovute al passaggio dalla Provincia, con la quale c’era una serie di canali attivi e di pratiche consolidate, alla Città metropolitana, che ancora rimane un’entità indefinita in quanto a ruoli e competenze. E poi c’è tutta la partita relativa alle risorse umane: chi le fornisce? Intanto, il nuovo ente continua ad accumulare burocrazia per la gestione delle pratiche, ma manca il personale necessario a portarle avanti. In questo modo si accumulano i disagi sia per chi lavora all’interno delle strutture, sia per chi si deve fare i conti con il nuovo ente. Non sono di poco conto le denunce di fornitori ed esercizi commerciali che ancora devono riscuotere fatture dall’Unione». Quindi Giorgetti lancia un nuovo interrogativo su una questione che potrebbe aggiungere ulteriore ad una situazione già di caos. “Parlando di funzioni già associate, sarà interessante capire cosa accadrà con la società della salute così come viene intesa dalla nuova legge regionale. In sostanza, le società della salute passeranno da enti di semplice programmazione a enti di gestione. A questo punto mi sembra ovvio domandarsi cosa succederà. Le deleghe del sociale, già affidate all’Unione, torneranno nelle mani dei Comuni che le rimetteranno in mano alla società della salute locale?»(m.p.)

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