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estate e divieti

Rumori, alcol e caos: sindaco fa chiudere un pub a mezzanotte

Francesco Turchi
Il sindaco Paolo Masetti e il Maes delle Fiandre
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Il sindaco Paolo Masetti e il Maes delle Fiandre

Paolo Masetti ordina lo stop a mezzanotte al Maes delle Fiandre di Montelupo: "Così ci fa chiudere". I residenti: "Basta pulire vomito e feci. C’è chi va a dormire altrove e chi fa la guardia alla casa fino alle 3». Nel mirino le promozioni sugli alcolici. Confesercenti: «Problemi in tutto il circondario». Però boccia le bevute scontate

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MONTELUPO. Da una parte ci sono promozioni sugli alcolici, decine di ragazzi che invadono la Statale ubriachi. Vomitano e lasciano... “ricordi” fisiologici alle porte e nei giardini dei vicini. Un film che si ripete da anni e che ha finito per esasperare i residenti. Dall’altra parte ci sono le esigenze dei proprietari del locale, che respingono le accuse e rivendicano il diritto di lavorare, almeno tre giorni alla settimana. Ma stavolta il sindaco di Montelupo Paolo Masetti ha deciso di darci un taglio.

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È andato di persona a verificare la situazione, con un blitz intorno all’una di notte. Ed ha optato per il giro di vite, firmando un’ordinanza che obbliga il Maes delle Fiandre, punto di riferimento dei giovani della zona, a chiudere a mezzanotte. Per tutta l’estate, fino al 30 settembre. Motivandola con «le segnalazioni pervenute, gli accertamenti effettuati da polizia municipale e carabinieri, i numerosi reclami - in particolare in via Vinicola - per schiamazzi, degrado», senza sottovalutare «l’ulteriore pericolo inerente la sicurezza stradale in quanto al locale si accede tramite la Tosco Romagnola, molto trafficata, con i frequentatori che stazionano in prossimità o all’interno della carreggiata».

Un quadro che ha spinto Masetti a ordinare la chiusura a mezzanotte, un orario che inevitabilmente penalizzerà il locale ma che allo stesso tempo dovrebbe riportare un po’ di serenità a chi vive nella zona. Ma nell’ordinanza si specifica anche che «dovranno essere sgomberate dagli avventori anche le pertinenze esterne e dovrà essere effettuata una ripulitura dell’area circostante».

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Il provvedimento ha fatto infuriare la titolare, Adrienne Zissu: «Vogliono farci chiudere, questa è la verità. E po ci lamentiamo della crisi». Nei giorni scorsi una pattuglia dei carabinieri e un’ambulanza sono intervenuti nel parcheggio del locale, dove era scoppiata una rissa tra ragazzi: «Appunto, è successo fuori: non posso essere responsabile di ciò che accade all’esterno del mio locale. L’aspetto importante è un altro: qui il giovedì lavorano sette persone, che presto non mi potrò più permettere. Mi dispiace per i miei figli, il pub era anche un’opportunità per il loro futuro. Io ormai ho sessant’anni: se dovrò chiudere, pazienza. È dal 2000 che combatto contro tutti. Ora il Comune pretendeva che assumessi quattro “buttafuori”: ma come si fa?». Il Maes è aperto soltanto la sera dal giovedì al sabato. E nel mirino c’è finito in particolare il tradizionale appuntamento con il “2x1” che caratterizza l’Happy Hour del giovedì, quando in pratica si possono fare due bevute (anche alcoliche) al prezzo di una: «Ma noi - si difende Zissu - chiediamo il documento ai clienti, non somministriamo alcolici ai minori».

Tuttavia la promozione attira centinaia di giovani da tutta la zona (altri non entrano neanche nel locale, si ritrovano all’esterno già muniti di bottiglie di super-alcolici), una parte dei quali poi si lascia puntualmente andare a comportamenti incivili, senza considerare rumori e schiamazzi: «Tra noi - sottolineano i residenti - c’è chi ormai il giovedì va a dormire altrove, chi resta sulla porta fino alle 3 di notte per “vegliare” i giardini. In questi anni abbiamo visto di tutto, non ne possiamo più. Troppe volte abbiamo dovuto ripulire vomito ed escrementi, riparare cancelli e auto». Lamentele raccolte e condivise dal sindaco: «Fin dal mio insediamento, avvenuto un anno fa - spiega Masetti - ho cercato il dialogo con i proprietari del pub, con l’obiettivo di arrivare a una gestione sostenibile di un locale che è al centro delle polemiche da anni. Avevo anche sottolineato la mia contrarietà alla promozione sugli alcolici.
Ma in tutto questo non ho trovato collaborazione. Non me la sono sentita di affrontare un’altra estate in queste condizioni. E non sarebbe stato neanche giusto, oltre che pericoloso».

Confesercenti. Il caso del Maes delle Fiandre non è isolato. È semmai la punta di un iceberg frutto dell’eterna battaglia tra residenti ed esercenti. La conferma arriva da Franco Brogi della Fiepet Confesercenti: «E il problema non riguarda soltanto i pub. A Certaldo per esempio c’è una pizzeria che, in seguito alle proteste dei residenti e ai rilievi dell’Arpat, deve chiudere la struttura esterna alle 22.30: per un’attività del genere, nel periodo estivo, è un danno enorme. Il chiosco invece faceva musica dal vivo, ma ha dovuto smettere».

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Restrizioni di orario anche per il bar Centrale a Gambassi, il cui titolare - per protesta - insieme ad altri commercianti nello scorso mese di aprile si spogliò davanti al suo locale, dopo aver pagato migliaia di euro di multe per aver violato le normative sul rumore: «Stesse problematiche - spiega Brogi - per il pub La Limonaia di Fucecchio. Insomma, si tratta di un problema generalizzato. O quasi: perché curiosamente dove non ci sono locali in centro, o ce ne sono poche, ci arrivano lamentele per il motivo contrario, con residenti e amministrazioni comunali pronti a sottolineare che in assenza di attività di questo tipo, il degrado e l’inciviltà sono padroni assoluti di strade e piazze».
A Certaldo Confesercenti e Comune hanno firmato un “patto tra gentiluomini”, già firmato da una ventina di esercenti che si impegnano tra le altre cose a pulire all’esterno dei propri locali, anche se non di pertinenza, posizionare cartelli che invitano a rispettare il riposo altrui, incentivare - attraverso prezzo più bassi - la vendita di analcolici e non fare promozioni sugli alcolici. E a proposito di promozione sugli alcolici, la politica del Maes delle Fiandre di Montelupo va in un’altra direzione: «Non condividiamo questo tipo di promozioni. Tuttavia un’ordinanza come quella firmata dal sindaco Masetti rischia seriamente di far chiudere il locale».
L’obiettivo della Fiepet Confesercenti è estendere il protocollo a tutto l’Empolese Valdelsa: «Ma non penso - conclude Franco Brogi - che ce la faremo prima della prossima estate».

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