La manifestazione
Guerra a rumori, alcol e caos
Sindaco ordina a un pub lo stop a mezzanotte. La reazione: «Così ci fa chiudere»
MONTELUPO. Da una parte ci sono promozioni sugli alcolici, decine di ragazzi che invadono la Statale ubriachi. Vomitano e lasciano... “ricordi” fisiologici alle porte e nei giardini dei vicini. Un film che si ripete da anni e che ha finito per esasperare i residenti. Dall’altra parte ci sono le esigenze dei proprietari del locale, che respingono le accuse e rivendicano il diritto di lavorare, almeno tre giorni alla settimana. Ma stavolta il sindaco di Montelupo Paolo Masetti ha deciso di darci un taglio. È andato di persona a verificare la situazione, con un blitz intorno all’una di notte. Ed ha optato per il giro di vite, firmando un’ordinanza che obbliga il Maes delle Fiandre, punto di riferimento dei giovani della zona, a chiudere a mezzanotte. Per tutta l’estate, fino al 30 settembre. Motivandola con «le segnalazioni pervenute, gli accertamenti effettuati da polizia municipale e carabinieri, i numerosi reclami - in particolare in via Vinicola - per schiamazzi, degrado», senza sottovalutare «l’ulteriore pericolo inerente la sicurezza stradale in quanto al locale si accede tramite la Tosco Romagnola, molto trafficata, con i frequentatori che stazionano in prossimità o all’interno della carreggiata».
Un quadro che ha spinto Masetti a ordinare la chiusura a mezzanotte, un orario che inevitabilmente penalizzerà il locale ma che allo stesso tempo dovrebbe riportare un po’ di serenità a chi vive nella zona. Ma nell’ordinanza si specifica anche che «dovranno essere sgomberate dagli avventori anche le pertinenze esterne e dovrà essere effettuata una ripulitura dell’area circostante».
Il provvedimento ha fatto infuriare la titolare, Adrienne Zissu: «Vogliono farci chiudere, questa è la verità. E po ci lamentiamo della crisi». Nei giorni scorsi una pattuglia dei carabinieri e un’ambulanza sono intervenuti nel parcheggio del locale, dove era scoppiata una rissa tra ragazzi: «Appunto, è successo fuori: non posso essere responsabile di ciò che accade all’esterno del mio locale. L’aspetto importante è un altro: qui il giovedì lavorano sette persone, che presto non mi potrò più permettere. Mi dispiace per i miei figli, il pub era anche un’opportunità per il loro futuro. Io ormai ho sessant’anni: se dovrò chiudere, pazienza. È dal 2000 che combatto contro tutti. Ora il Comune pretendeva che assumessi quattro “buttafuori”: ma come si fa?». Il Maes è aperto soltanto la sera dal giovedì al sabato. E nel mirino c’è finito in particolare il tradizionale appuntamento con il “2x1” che caratterizza l’Happy Hour del giovedì, quando in pratica si possono fare due bevute (anche alcoliche) al prezzo di una: «Ma noi - si difende Zissu - chiediamo il documento ai clienti, non somministriamo alcolici ai minori».
Tuttavia la promozione attira centinaia di giovani da tutta la zona (altri non entrano neanche nel locale, si ritrovano all’esterno già muniti di bottiglie di super-alcolici), una parte dei quali poi si lascia puntualmente andare a comportamenti incivili, senza considerare rumori e schiamazzi: «Tra noi - sottolineano i residenti - c’è chi ormai il giovedì va a dormire altrove, chi resta sulla porta fino alle 3 di notte per “vegliare” i giardini. In questi anni abbiamo visto di tutto, non ne possiamo più. Troppe volte abbiamo dovuto ripulire vomito ed escrementi, riparare cancelli e auto».
Lamentele raccolte e condivise dal sindaco: «Fin dal mio insediamento, avvenuto un anno fa - spiega Masetti - ho cercato il dialogo con i proprietari del pub, con l’obiettivo di arrivare a una gestione sostenibile di un locale che è al centro delle polemiche da anni. Avevo anche sottolineato la mia contrarietà alla promozione sugli alcolici.
Ma in tutto questo non ho trovato collaborazione. Non me la sono sentita di affrontare un’altra estate in queste condizioni. E non sarebbe stato neanche giusto, oltre che pericoloso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
