Sicurezza
«Ci vogliono tutti bene, non credo al rogo doloso»
Incendio alla Standhall di Stabbia, Vannelli conta i danni, capannone sequestrato: nessuna pista esclusa. Disposto il divieto di raccolta di frutta e ortaggi nel raggio di cinquecento metri. I testimoni: «Abbiamo visto l’inferno accanto alle nostre case»
CERRETO GUIDI. La sera di venerdì 12 giugno doveva essere l'occasione per festeggiare il raggiungimento di un traguardo e invece - 24 ore prima - un incendio ha distrutto la fabbrica (ora sotto sequestro) dove lavoravano: alla Standhall di Stabbia (proprio al confine con Lamporecchio) tutto - o quasi - è da buttare, bruciato in un rogo che ha impegnato i vigili del fuoco per tutta la notte e per il giorno seguente.
Un'azienda che nemmeno due mesi fa era stata colpita dalla morte di uno dei titolari, Michele Vannelli di Montecatini Terme, caduto da un’impalcatura. La Standhall, nonostante tutto, era ripartita e aveva completato una commessa da più di 300.000 euro per un 'azienda di Lucca, con dipendenti e datori di lavoro che venerdì sera volevano festeggiare per aver completato il lavoro nei tempi prestabiliti. La commessa - uno stand di 1000 metri - è andata distrutta come gran parte del capannone e della merce al suo interno; i pompieri ieri mattina hanno dovuto a più riprese spegnere i focolai che scaturivano dall'interno del capannone, con l'aria ancora irrespirabile per l'odore di plastica bruciata e flebile si notava il fumo attorno alla struttura. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, anche i carabinieri.
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E i tecnici di Arpat ed Asl 11: proprio sulla base dei primi rilievi (quelli definitivi saranno disponibili a giorni), il sindaco di Simona Rossetti, ha disposto in via precauzionale il divieto di raccolta di frutta e ortaggi nel raggio di 500 metri, e in generale tutti gli altri a lavare accuratamente i prodotti ortofrutticoli. Intanto c'era - e c'è tuttora - molto da fare, sia per ripristinare un minimo di condizioni di sicurezza sia per capire cosa sia accaduto e perché, visto che i vigili del fuoco hanno effettuato i dovuti rilievi e stanno valutando ogni ipotesi, compresa quella dolosa. Oltretutto la presenza di numerose porzioni pericolanti (parte del tetto è crollato) e i continui piccoli focolai che riprendevano vita hanno reso più complicato il lavoro dei pompieri, alla ricerca di una spiegazione per quanto accaduto.
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Per il padre del titolare, comunque, è esclusa l'origine dolosa: «Non sappiamo ancora - spiega Valter Vannelli - come sia partito l'incendio ma posso dire che siamo benvoluti da tutti. Potrebbe essere stato un corto circuito ma per ora non lo sappiamo. I danni sono incalcolabili al momento, soltanto lo stand che avevamo appena terminato aveva un valore di mercato sopra i 300.000 euro. Qui è tutto da buttare». E i dipendenti della Standhall a cosa andranno incontro? «Il nostro intento è di ripartire appena possibile, cercando un altro capannone dove lavorare: queste persone non devono rimanere a casa, non ci faremo abbattere».
Il provvedimento. "A seguito di approfondite analisi sui rilievi effettuati da Asl ed Arpat - si legge in un comunicato congiunto di Comune e Asl si intende rassicurare la popolazione residente nella zona interessata dall’incendio che, nonostante l’intensità dei fumi prodotti, in assenza dell’osservazione di venti al suolo e di fenomeni di inversione termica, non si sono ravvisati presupposti di pericolosità per l’inalazione degli stessi, né per i cittadini né per gli operatori intervenuti; insediamenti abitativi e presenze animali sono stati sufficientemente risparmiati dall’impatto fumogeno, ivi compresi gli allevamenti della zona verificati dall’Uf Veterinaria dell’Asl 11. Dalla relazione dell’Arpat non si escludono del tutto pur minime ricadute entro un raggio stimato di 500 m., mentre appare non plausibile l’interessamento oltre tale distanza. Al più presto saranno comunque fatti campioni da analizzare su prodotti ortofrutticoli e/o comunque vegetali latifoglia nel raggio di 500 m, per precauzione".
Il sindaco Simona Rossetti, quindi, a scopo precauzionale, su proposta della ASL 11 di Empoli, ha emesso in data odierna l’ordinanza contingibile ed urgente n. 14 del 13 giugno 2014, con la quale ha ordinato il divieto di consumo di prodotti ortofrutticoli dai terreni circostanti la ditta, in attesa di conoscere gli esiti analitici degli esami sulla qualità dell’aria, presumibilmente entro la prossima settimana.
"La popolazione interessata verrà informata di tale provvedimento non soltanto attraverso comunicati agli organi di stampa, ma con specifico volantinaggio nella giornata odierna effettuato da personale comunale, così come verrà costantemente aggiornata sugli esiti dei campionamenti e sui rilievi sulla qualità dell’aria che verranno effettuati i prossimi giorni da ASL ed ARPAT, al fine di procedere alla revoca dell’ordinanza".
I testimoni. «Abbiamo sentito suonare gli allarmi poi - nel giro di pochi minuti - le fiamme sono diventate altissime. Abbiamo avuto paura che il fuoco arrivasse anche in casa nostra, l'attesa seppur breve per l'arrivo dei vigili del fuoco è stata interminabile. In pochi minuti si è scatenato l'inferno». Inizia così il racconto della famiglia Ugolini, che vive accanto alla Standhall e che ieri mattina era ancora fuori dalla propria abitazione per assistere alle operazioni dei vigili del fuoco. Il loro pensiero è simile a quello delle altre persone coinvolte, delle famiglie che vivono in questo scorcio di via Francesca Nord e che per alcune ore hanno temuto per il destino delle loro case: «Sentivamo dei botti ma all'inizio abbiamo pensato fosse un camion, sennonché alle 20.30 circa sono partiti gli allarmi antincendio: a quel punto siamo usciti e ci siamo trovati davanti fiamme che superavano il tetto. Una cosa mai vista». E se per le famiglie si può parlare di respiro di sollievo ha destato curiosità quanto accaduto alla poco distante Osteria dei Golosi, dove i clienti sono stati costretti a fuggire per la paura ed il fumo, specie chi aveva deciso di cenare all'aperto; a quanto è stato appurato ieri una famiglia - che voleva festeggiare lì un compleanno - è dovuta andar via senza nemmeno consumare la torta, che è tristemente rimasta nel frigo, con le comande appena prese e non evase dalla cucina per il trambusto provocato dall'incendio. Qualcuno nella fretta non ha pagato ma si tratta per lo più di clienti abituali che salderanno il conto alla prossima occasione.
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