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Empoli

processo per appalti irregolari

Rossi su Publiambiente «Altro che imputati sono buoni samaritani»

Rossi su Publiambiente «Altro che imputati sono buoni samaritani»

EMPOLI. Varis Rossi sta con Publiambiente. L’ex sindaco di Empoli, ora presidente dell’Associazione assistenza disabili psico-fisici, interviene dopo la richiesta, da parte del pm, di condanna per...

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EMPOLI. Varis Rossi sta con Publiambiente. L’ex sindaco di Empoli, ora presidente dell’Associazione assistenza disabili psico-fisici, interviene dopo la richiesta, da parte del pm, di condanna per sei imputati, tra cui il presidente Paolo Regini e il vicesindaco Franco Mori, nel processo che riguarda appalti irregolari con una cooperativa sociale. «Questi uomini e queste donne godono della mia massima stima e vicinanza. La cooperativa sociale di tipo B, La Mimosa, nasce per iniziativa della nostra associazione e di altre e con l'aiuto di semplici cittadini, non solo familiari, nel 1989. Siamo in presenza di cittadini che la Corte Costituzionale in una sentenza riconosce loro "un nucleo indefettibile di garanzie" che lo stesso legislatore nazionale non può scavalcare». «La Mimosa nasce ed opera con le esigenze proprie delle aziende, che in questa forma trovano una maggiore possibilità di partecipazione, informazione, discussione, per questo costruendo una convenzione che la impegna assieme alla Azienda pubblica ed alla Asl, a verifiche periodiche sui risultati di questi forti inserimenti lavorativi a pieno titolo di persone, diciamo, a noi care. Questa operazione ultra decennale è una delle eccellenze dei nostri territori. La raccolta dei rifiuti, degli ingombranti, la cura del verde nelle forme più leggere, oggi il coinvolgimento nel porta a porta hanno dell'eccezionale. Con la Mimosa molti uscivano dalla terapia occupazionale nei laboratori protetti, intorno alla ceramica, alla serigrafia, all'agricoltura, e la città diventava il loro laboratorio. Andare a lavorare come terapia; la terapia principe per tanti di loro, un salario, un contratto, un domani anche previdenziale. La convenzione, la verifica, il fiato sospeso in partenza, la famiglia che non ci crede, conosce il proprio figlio o figlia, conosce gli attacchi di panico, le crisi epilettiche, quanto e quante volte bisogna ricorrere al Gardenale, al Valium. La terapia era stata trovata, ma in noi era presente anche la preoccupazione che questo potesse finire. Ero terrorizzato da pensare cosa sarebbe successo a Luca, a Cristina, a Bruno … a tanti altri se una mattina non si fossero più potuti alzare per andare a lavorare, perché la regola è quella del massimo ribasso della perdita della ricchezza e del risparmio pubblico di cooperative sociali che operano con i nostri concittadini in settori delicati ed importanti. L'autonomia sarebbe scemata, il panico avrebbe richiesto sempre più farmaci, il Gardenale a dosi maggiori. Più ricoveri, più spese, più rette, meno gioia in città, meno serenità nelle famiglie». Per tutto questo - secondo Rossi - «questi nostri amministratori si sono mossi all'interno delle leggi non smarrendo l'obbligo morale di rendere concreto "quel nucleo indefettibile di garanzie" che la Consulta ci ricorda sistematicamente. Di questo sono sicurissimo come della loro onestà, non hanno operato per le loro tasche, ma come dei buoni Samaritani, che hanno cercato e trovato la possibilità per favorire Luca, Cristina, Bruno ed altri Down, X-fragile, cerebrolesi».

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