Il Tirreno

Empoli

L’ex Opera Pia non decolla ora si cambia strategia

di Marco Sabia
L’ex Opera Pia non decolla ora si cambia strategia

Il progetto per trasformare quest’area in un resort di lusso è fermo da tempo Ora la giunta Spinelli ha deciso di giocare la carta del percorso partecipato

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FUCECCHIO. Il progetto per la valorizzazione dell'ex Opera Pia stenta a decollare, nonostante numerosi tentativi più o meno recenti: la proposta inviata all'Agenzia del Demanio due anni fa per trasformare quest'area in un resort di lusso è ferma da tempo, per cui la nuova giunta guidata dal sindaco Alessio Spinelli ha deciso di tentare d'intraprendere un processo partecipativo tramite il quale decidere cosa fare di questi 180 ettari nei boschi delle Cerbaie.

Un percorso complicato e irto di ostacoli quello intrapreso per la valorizzazione dei poderi donati da Carlo Landini Marchiani a inizio novecento, diventati proprietà comunale nel 1999: già tra il 2003 ed il 2004 il Comune elaborò uno studio per capire se ci fossero i margini per trasformare l'area nel sistema turistico rurale delle Cerbaie; nel 2006 venne avviato un project financing che però non ebbe risposte concrete, se non di tiepido interesse. Nel frattempo si è deciso di affidare al Consorzio forestale delle Cerbaie parte dei terreni agro - forestali, oltre ad aver realizzato interventi di valorizzazione dell'aree boscate grazie a fondi comunitari. La svolta sarebbe dovuta arrivare nel 2013, quando la giunta Toni decise di candidare una parte della maxi-tenuta (12 poderi, circa 180 ettari di terreno, di cui 91 a bosco, 11 case coloniche e una villa-fattoria) per un posto nell'operazione “Valore Paese-dimore”, il progetto di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico promosso da Agenzia del Demanio, Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo economico) e Anci, con l’obiettivo di riconvertire beni di grande pregio storico-artistico in strutture ricettive e culturali inserite in un network turistico su tutto il territorio nazionale.

Il progetto dell’Agenzia prevedeva che i beni venissero dati in affitto a soggetti privati per un periodo di almeno cinquant’anni affinché venissero trasformati in una fonte di guadagno. Il Comune aveva inserito nel piano di valorizzazione presentato al Demanio gli immobili che costituiscono il nucleo centrale del complesso “Fattoria Landini-Marchiani”: la villa padronale e l’annesso immobile rurale dell’ex frantoio-cantina, oltre agli edifici rurali dei due contigui poderi Formicola e Fonda.

Una bell'idea, almeno sulla carta, che però, al momento, non ha portato a sviluppi concreti, a differenza di quanto accaduto per altre strutture in giro per l'Italia. Ma c'è stato anche un altro tentativo ad inizio anno, col cosiddetto "Piano per le Cerbaie", una scheda - progetto che però non ha ottenuto il cofinanziamento richiesto alla Regione (20mila euro su 24mila totali per la sua realizzazione); ora il Comune ci riprova per l'ennesima volta, col sindaco Alessio Spinelli che richiederà il finanziamento alla Regione per dare il via al processo partecipativo che coinvolga tutti i soggetti interessati, basandosi sul fatto che si debba salvaguardare l'identità dei luoghi percepita da chi li abita e li vive, tenendo conto dei bisogni delle risorse sociali e imprenditoriali esistenti sul territorio. Verrà creato, in poche parole, un gruppo di lavoro per far partire il processo partecipativo sul destino dell'ex Opera Pia.

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