Il Tirreno

Empoli

in via limitese

Fiamme in un'azienda a Vinci, paura e danni

Francesco Turchi
L'incendio alla ditta Grassi di Spicchio (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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L'incendio alla ditta Grassi di Spicchio (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Tre mezzi distrutti dall'incendio partito forse da una betoniera. Una persona lievemente intossicata. Sul posto vigili del fuoco, polizia municipale e automedica. La strada è stata chiusa al traffico

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VINCI. Neanche ventiquattro ore dopo l’inferno di Stabbia, l’incubo delle fiamme ha avvolto Spicchio. Un altro incendio, sempre in una ditta. Stavolta a fare la conta dei danni è l’azienda di calcestruzzi Grassi, in via Limitese, nel comune di Vinci. L’allarme è scattato venerdì 12 giugno, intorno alle 18, quando all’interno dell’attività c’erano ancora alcuni operai che stavano lavorando e che sono riusciti a mettersi rapidamente in salvo. In pochi secondi il rogo - divampato all’interno di un deposito dei mezzi - ha avvolto due camion e un rimorchio parcheggiati e la colonna di fumo nero era visibile da diversi chilometri di distanza. L’intervento dei vigili del fuoco, arrivati da Empoli e Petrazzi e poi supportati dai colleghi di Firenze, Castelfranco di Sotto e Pistoia, è stato decisivo per limitare i danni, che sono comunque ingenti. Sul posto anche carabinieri, l’automedica di stanza al San Giuseppe, un'ambulanza della Pubblica Assistenza di Castelfiorentino, gli agenti del comando territoriale della polizia municipale dell’Unione, con questi ultimi che hanno chiuso al traffico temporaneamente la provinciale Limitese, poi riaperta intorno alle 19.30.
 

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E proprio un vigile - tra i primi ad accorrere - è rimasto leggermente intossicato, ha accusato un lieve malore ed è stato subito soccorso dal personale del 118 inviato dalla sala operativa di Pistoia.
Le operazioni di spegnimento, andate avanti per circa un'ora, sono state seguite da decine di curiosi. Sul posto sono arrivati anche Giuseppe Torchia e Alessandro Giunti, sindaci rispettivamente di Vinci e Capraia e Limite.
Una volta domate le fiamme, sono iniziate le operazioni di bonifica e i rilievi per cercare di capire l’origine dell’incendio. Secondo una prima ricostruzione l’incendio potrebbe avere avuto origine - per cause accidentali - da un camion-betoniera.

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Gli operai - sempre in base a quanto è emerso dalle prime testimonianze - erano appena scesi dal veicolo quando è divampato il rogo. Nel corso delle operazioni di spegnimenti ci sono stati momenti di forte preoccupazione per le piccole esplosioni che provenivano dall’interno del deposito: ma si trattava - come hanno puntualizzato gli addetti ai lavori - semplicemente dei pneumatici dei mezzi, che sono scoppiati uno dopo l’altro. Il capannone dove la vicina officina sono stati dichiarati inagibili.

Nel corso della serata sono arrivati anche i tecnici dell’Asl 11 e dell’Arpat con questi ultimi che dovranno effettuare una serie di accertamenti per capire se ci sono conseguenze sul piano dell’inquinamento e se dovranno essere prese misure a tutela della salute dei cittadini come è avvenuto nel caso di Stabbia

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