Attenzione
Profughi, caos su numeri e posti Sindaci spaccati sull’accoglienza
Non si trovano le strutture per sistemare le centinaia di persone previste secondo il piano della prefettura La Misericordia, con oltre ottanta ospiti, è già al completo. Intanto arriva anche la collaborazione di Co&So
EMPOLI. Sono 250 i profughi che a breve dovranno essere accolti nell’Empolese Valdelsa. Il condizionale è d’obbligo perché la realtà sembra essere ben diversa. In questo momento infatti mancano le strutture in grado di poter ricevere i migranti in arrivo, la rete di accoglienza è satura, nel circondario insomma rischia di non esserci più posto per loro. O almeno di essercene davvero poco. I Comuni sono in grave difficoltà e stanno facendo i salti mortali per reperire gli spazi. Nella riunione andata in scena martedì sembra essere nata una vera e propria spaccatura tra i sindaci dell’Unione sull’argomento accoglienza. Nessuno certo vuol negare un aiuto, ma i numeri indicati dalla prefettura per molti primi cittadini sono insostenibili e c’è il rischio che si vada incontro ad un vero e proprio collasso.
I numeri. Le cifre dei migranti che dovranno essere accolti cambiano di giorno in giorno, anche in base agli sbarchi che avvengono quotidianamente. L’ultimo dato ufficiale, l’ultimo piano previsto dalla prefettura, parla di 250 migranti da accogliere a breve e altri 300 da ospitare fino alla fine del 2015. Il modello di accoglienza è quello descritto dal governatore della Regione Toscana Enrico Rossi: piccoli nuclei di massimo 7-8 persone che verranno gestiti da diversi enti del terzo settore con l’idea di essere impiegati in compiti di servizio alla collettività. I numeri però sono addirittura triplicati dalla prima stima effettuata dalla prefettura a quella comunicata 20 giorni fa e il sistema per questo motivo rischia di collassare.
Rischio caos. La Misericordia, punto di riferimento per l’accoglienza empolese non è più in grado di accogliere nessuno gli 82 migranti che già adesso vengono aiutati sono il numero massimo possibile, mancano strutture e personale per poter riceverne altri. Per questo l’Unione dei Comuni sta cercando di correre ai ripari anche se alcuni sindaci pur disposti ad accogliere volentieri chi è in difficoltà devono fare i conti con l’assenza di spazi. A essere maggiormente penalizzati i comuni più piccoli come Capraia e Limite o Gambassi, ma anche Montespertoli. «Siamo pronti ad accogliere chi arriverà – spiega Alessio Spinelli sindaco di Fucecchio e delegato all’Unione dei Comuni - Anche se dobbiamo ammettere che in questo momento la situazione sta diventando davvero drammatica. Stiamo facendo l’impossibile per cercare nuovi alloggi ma con certi numeri per noi sindaci diventa difficile. Attraverso l’Anci dovremmo studiare un modo per concedere più rapidamente lo status di rifugiati politici a queste persone. Invece di un anno dovrebbero volerci 3 mesi, in modo che possano essere lasciati i posti liberi più velocemente». Dell’argomento ha parlato anche il sindaco di Empoli Brenda Barnini proprio ieri attraverso un post su Facebook. «Posto che l'accoglienza dei profughi è solo la risposta emergenziale ad un problema che necessita di una politica europea – ha scritto - a me coloro che pensano di poter fare affogare delle persone e quei sindaci che non vogliono accogliere nessuno sul proprio territorio mi fanno proprio paura. L'uomo quando arriva così in basso è capace di fare del male anche a chi è molto più vicino dei migranti».
Nuovi alloggi e Co&So. L’Unione comunque si è messa subito in moto in cerca di sistemazioni da dare ai migranti in arrivo. «Stiamo cercando appartamenti privati adatti – continua Spinelli – oltre a locali pubblici in oltre le amministrazioni ci stanno dando una mano». Ancora non ci sono soluzioni certe ma le ipotesi al vaglio in questo momento riguardano Montespertoli dove unascuola non utilizzata a Lucignano potrebbe ospitare circa una ventina di profughi, mentre nell’Empolese al confine con Castelfiorentino un’immobile potrebbe essere reperito nei pressi di Molin Nuovo. Oltre ai Comuni in questa ricerca si sta impegnando anche il consorzio Co&so che come già stanno facendo altri enti del terzo settore si occuperà dell’accoglienza e potrebbe presto trovare una nuova struttura.
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