Attenzione
Chieste condanne per i vertici di Publiambiente
Il processo riguarda appalti irregolari con una cooperativa sociale, 6 imputati tra cui il presidente Regini e il vicesindaco Mori
EMPOLI. Sta per chiudersi il processo che vede imputati i vertici (ed ex vertici) di Publiambiente e una rappresentante della cooperativa Mimosa di Empoli per irregolarità che sarebbero avvenute nell’affidamento di appalti a quest’ ultima onlus. I fatti contestati si sarebbero svolti dal 2008 al 2012.Ieri in tribunale a Firenze, di fronte al presidente del collegio Marco Bouchard, il pubblico ministero Gianni Tei ha chiesto due anni per Paolo Regini, 61 anni, legale rappresentante di Publiambiente, e per Franco Mori, 64 anni, ex dirigente dell’azienda stessa e attuale vice-sindaco di Empoli e assessore ai lavori pubblici. Un anno e quattro mesi, invece, sono stati chiesti per Pierluigi Bimbi, 64 anni, di Serravalle pistoiese, vicepresidente e amministratore delegato di Publiambiente dal 2008 al luglio 2011; Alessio Arrighi, 52 anni, di Limite e Capraia dell’ufficio servizi territoriali della stessa azienda; Laura Peruzzi, 45 anni, di San Miniato, responsabile unità operativa gare e contratti. E infine Benedetta Secchi, 43 anni, di Empoli, amministratore della cooperativa Mimosa dal 2008. Quest’ultima, costituita nel 1989 e con sede a Villanuova , ha tra i suoi soci fondatori associazioni costituite per la maggior parte da genitori di ragazzi disabili e ha come scopo l’inserimento nel lavoro di persone svantaggiate.
Nel processo, che dovrebbe andare a sentenza alla metà di luglio, i sei sono imputati, in concorso tra loro, di turbativa d’asta rispetto ai fatti antecedenti al 2010. E poi, dall’agosto 2010 al 2012, di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. In pratica, secondo il pubblico ministero, sarebbero stati affidati più appalti alla cooperativa Mimosa senza alcuna gara per un importo complessivo non inferiore a tre milioni e mezzo nell’arco di tempo tra il 2008 e il 2012. Affidamenti avvenuti frazionando in maniera artificiosa gli appalti in più lotti o per archi di tempo limitati violando quanto disposto da normative sugli appalti.
Secondo la procura della Repubblica, sarebbero state concordate e pattuite modalità con cui aggiudicare i lotti degli appalti. Non sarebbe stata fatta alcuna gara procedendo invece con l’affidamento diretto. Ed escludendo qualsiasi forma di concorrenza, non facendo partecipare agli appalti altri soggetti diversi dalla cooperativa Mimosa. Tutto questo, sempre secondo la Procura, sarebbe avvenuto dichiarando di procedere in base a leggi statali e regionali quando invece gli appalti avrebbero superato le soglie previste dal codice degli appalti. Nel mirino sono finite varie gare. Tra queste il servizio di raccolta differenziata di materiali ingombranti nelle case e nelle aziende, e quelli abbandonati nelle strade. Questi affidamenti sarebbero stati poi rinnovati quattro volte sempre con la modalità del frazionamento in quattro lotti.
Nel mirino della procura anche il servizio di trasporti all’isola ecologica di casa Sartori che sarebbe stato, anche in questo caso, frazionato artificiosamente. Così come il trasporto rifiuti e il servizio di noleggio e trasporto cassoni.Rispetto al processo il vicesindaco Franco Mori ha commentato: «Lo sto vivendo con la massima serenità, attendo la sentenza che spero arrivi prima possibile per chiudere questa vicenda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
