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Tre cani avvelenati nel bosco allarme lanciato dai tartufai

Tre cani avvelenati nel bosco allarme lanciato dai tartufai

I casi si sono verificati vicino a Oliveto. Due sono morti in poche ore e uno è in gravi condizioni Partita una denuncia di un’associazione ai carabinieri, all’Asl 11 e alla polizia della città metropolitana

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CASTELFIORENTINO. Tre cani avvelenati in pochi giorni in una zona abbastanza circoscritta. E i tartufai della Valdelsa sono in allarme tanto che hanno spedito già una denuncia ai carabinieri di Castelfiorentino, al servizio di veterinaria dell’Asl 11 e alla polizia della città metropolitana.

Dall’inizio della scorsa settimana decine di cercatori castellani e certaldesi sono preoccupati per fatti che, da queste parti, non sono comuni. E a raccontare l’accaduto è il presidente dell’associazione tartufai della Bassa valdelsa, Athos Signorini. «Siamo veramente dispiaciuti di quello che sta accadendo - spiega il presidente - perchè il periodo di ricerca dello scorzone (quello scuro estivo ndr) è iniziato il primo giugno e abbiamo già tre segnalazioni di animali morti o in condizioni critiche. Il primo caso risale al primo giornod el mese e ce lo ha segnalato Guido Pampaloni. Nella zona vicino a Oliveto la mattina poco prima delle otto uno dei suoi cani ha mangiato qualcosa e dopo un paio di ore era già morto».

Il veterinario al quale si è rivolto gli ha rilasciato un certificato in cui si attesta che la morte è avvenuta in seguito a un avvelenamento. Ora dovrà attendere i risultati delle analisi per capire di che tipo è la sostanza che ha ucciso il suo cane in poche ore.

A metà settimana altri due casi: in uno stessa tragica fine per l’animale. Il decesso è arrivato in maniera rapida . E l’animale, se pur soccorso, non ha avuto scampo. Mentre, invece, un terzo si è (al momento) salvato perché il proprietario una volta che ha visto che l’animale stava mangiando qualcosa di sospetto in mezzo a un bosco gli ha fatto ingoiare acqua ossigenata. In questo modo l’animale ha vomitato e non è morto poco dopo come gli altri.

Da qui è scattato l’allarme dell’associazione tartufai della Bassa Valdelsa. «Nella nostra zona - spiega il presidente Athos Signorini di Certaldo - non abbiamo avuto casi di avvelenamenti tra cercatori rivali, da noi la situazione è più tranquilla rispetto ad altre zone. E anche la scorsa stagione (che si è chiusa a fine novembre scorso) non ci sono stati segnalati problemi di nessun tipo».

Ora invece l’inizio di questa nuova stagione di ricerca e raccolta è iniziata molto male. Non è chiaro il motivo per cui siamo stati messi questi bocconi avvelenati, forse in relazione alla presenza di animali cosiddetti nocivi (tipo volpi, donnole) che danno problemi alla selvaggina.

Mentre, invece, l’associazione è meno propensa a pensare che i fatti siano da collegare a dissidi tra tartufai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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