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Empoli

Beneforti sta con le maestre «Banale litigio tra coetanei»

Beneforti sta con le maestre «Banale litigio tra coetanei»

La responsabile dell’istituto comprensivo prova a ridimensionare l’episodio «Storia devastante per tutti, i coetanei piangono perché non è più con loro»

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VINCI. «Si è trattato di un banale litigio tra coetanei. Conosco le mie insegnanti e sono sicura che non hanno mai detto quelle frasi: lo nego nel modo più assoluto, stiamo parlando di maestre che hanno lavorato molto proprio sull’integrazione e sulle emozioni». Roberta Beneforti è la dirigente dell’Istituto comprensivo di Vinci. È stata lei stessa - dopo la segnalazione dei genitori - a entrare in classe, far uscire le maestre e chiedere ai bambini se quello che avevano detto alle loro mamme era vero. E loro hanno confermato. Ma - secondo la dirigente - tutto il caso è frutto di un’incomprensione: «Probabilmente quando sono stati brontolati per quello che era successo, istintivamente hanno detto “me l’ha detto la maestra”. Ma non è così».

«Ho avuto un’assemblea con tutti i genitori - spiega - e mi sembra che tutta questa faccenda possa essere ridimensionata. Secondo quanto mi è stato possibile ricostruire - visto che l’episodio è accaduto al di fuori della scuola, a una festa di compleanno - questo bambino “speciale” ha dato fastidio a una coetanea, un amichetto è intervenuto per difenderla e l’ha preso a botte. È successo perché lo trattano come uno di loro, senza nessun tipo di distinzione. Ora tutti loro stanno piangendo, perché non lo vedono più: questa vicenda è devastante per tutti».

Poi la dirigente invita i genitori del bambino disabile ad abbassare i toni: «Purtroppo la mamma continua ad attaccare le insegnanti, anche sui social: e loro vorrebbero querelarla. Ovviamente io mi sto opponendo in tutti i modi, perché questo significherebbe portare i bambini a testimoniare in un tribunale: una situazione da evitare assolutamente». Ma intanto il bambino se ne andrà in un’altra scuola: «E questo mi dispiace molto. Aveva trovato un buon feeling con l’insegnante di sostegno (che come prevede il contratto continua ad andare a lavorare anche se il bambino disabile non va più a scuola, ndr): lo vedevo molto più sereno rispetto all’anno scorso. È un peccato che sia finita così, ma le insegnanti non hanno responsabilità per quanto è accaduto». (f.t.)

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