Telecamere raddoppiate per facilitare le indagini
EMPOLI. Il sistema di videosorveglianza all’interno dello stadio Castellani, dunque, funziona. E molto spesso - nel corso delle partite interne degli azzurri - si è rivelato fondamentale per...
EMPOLI. Il sistema di videosorveglianza all’interno dello stadio Castellani, dunque, funziona. E molto spesso - nel corso delle partite interne degli azzurri - si è rivelato fondamentale per individuare i responsabili di violazioni (a cominciare dall’accensione di fumogeni), ma anche i responsabili di gesti violenti compiuti al di fuori dello stadio, come nel caso del ragazzino e della donna picchiati dopo il derby.
Le immagini, infatti, vengono comparate con quelle fornite dalle telecamere che sorvegliano piazze e strade della città. E grazie anche agli elementi forniti dai testimoni (per esempio abbigliamento, eventuali tatuaggi, aspetto fisico dell’aggressore), i violenti - come confermano i risultati illustrati dalla polizia - finiscono in trappola.
Il dirigente del commissariato Francesco Zunino evidenzia il ruolo fondamentale delle venti telecamere presenti all’interno dell’impianto, auspicando anche che queste ultime vengano raddoppiate (compito che spetta alla società), in maniera tale da rendere ancora più agevoli le indagini in futuro.
In fase di bilancio dell’attività, Zunino sottolinea anche l'efficacia del servizio di ordine pubblico effettuato nel corso delle partite interne dell’Empoli tra campionato e Coppa Italia, precisando che «durante tutta la stagione 2014/15 non è stata necessaria nessuna carica da parte della polizia» e che «gli unici episodi di violenza - peraltro isolati - si sono registrati lontano dallo stadio Castellani, dopo le partite contro Juventus e Fiorentina».
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