Gioco
Manifesti abusivi nei circoli, parte l'esposto in questura
A Empoli lo ha presentato un candidato di Cinque Stelle, sotto accusa Pd e Toscana a sinistra. Ma la normativa sulla propaganda elettorale è un vero rompicapo
EMPOLI. Un piccolo guizzo di vivacità, in questa campagna elettorale dai toni molto bassi, arriva quasi sul finire del tempo. A scaldare (un minimo) gli ultimi giorni prima dell’appuntamento elettorale di domenica è Giuseppe Vece, candidato del Movimento Cinque Stelle al consiglio regionale, che ha presentato una segnalazione a commissariato, questura e polizia municipale dell’Unione dei Comuni per affissioni elettorali che sarebbero abusive.
L’elenco della pubblicità elettorale sotto accusa è lungo e riguarda due partiti: il Pd e la lista Toscana a sinistra. E i luoghi incriminati sono vari.Vece ha prodotto una “segnalazione” dettagliata con un sostanzioso pacchetto di riferimenti normativi in un terreno in cui ci si orienta male perché sulla propaganda elettorale le leggi si sono stratificate dagli anni Cinquanta in poi. Vece fa riferimento a una circolare del ministero dell’Interno (la 14 del 2015) e a una della prefettura (la 4354 sempre del 2015). Che a loro volta rimandano a normative del 1956 e del 1975. Un enorme puzzle da cui comunque emerge che, in base alla legge 212 del 1956, «l’affissione di manifesti, giornali murali o stampati è effettuata esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati dal Comune». Sono poi «vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate». E infine chiunque affigge stampati o manifesti elettorali fuori dagli appositi spazi è punito con la sanzione amministrativa pecunaria da 103 a 1.032 euro».
Vece poi elenca i punti in cui, al 26 maggio, si trovavano manifesti: a Empoli in via Fabiani (alla sede del Pd) e in piazza del Popolo (sede di Rifondazione comunista). Nel comune di Capraia e Limite in piazza Cesare Battisti (accanto alla sede dei Canottieri) e in via Dante alla casa del popolo. A Cerreto Guidi in via Roma e in via Due Settembre; a Stabbia in via Francesca e a Spicchio in via Limitese. E a Montelupo in via Rovai.
Infine il candidato di Cinque Stelle chiede «l’immediata copertura della pubblicità abusiva». Ma davvero un manifesto apposto accanto a una sede di partito, o a un circolo (dove tra l’altro possono avere sede le sezioni dei partiti) è fuorilegge? Dalle verifiche fatte attraverso prefettura, partiti e Comune la questione è abbastanza controversa. E non è chiaro se rispetto alla legge del 1956, a cui fa riferimento Vece, ci siano dei casi in cui si possa derogare.
Un rompicapo perché, per dare una risposta al quesito e capire se davvero questi manifesti verranno rimossi, sono state “scomodate” più normative. Che però non hanno sciolto l’arcano fino in fondo. E, oltretutto, mettono in dubbio anche la regolarità dei manifesti affissi alle porte e alle bacheche dei vari comitati elettorali.
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