Il Tirreno

Empoli

Carboni sarà squalificato rischio-sanzioni per Torre

di Marco Sabia
Carboni sarà squalificato rischio-sanzioni per Torre

Billi condanna il “killer” e chiarisce sulla mancata esplosione del mortaretto a fine-corsa «È compito del mossiere, ma era stato scortato fuori dalla Buca dalle forze dell’ordine»

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FUCECCHIO. A tre giorni dalla fine del Palio - che ha visto Querciola centrare il “cappotto” - le polemiche non si sono ancora spente ma - se possibile - stanno crescendo, soprattutto per quanto riguarda il tanto discusso episodio che ha coinvolto Torre e Massarella, che probabilmente porterà a sanzioni sia per il fantino torrigiano che per la contrada stessa. Ma non c'è soltanto questo: c'è un altro “giallo”, quello relativo al mancato scoppio del mortaretto che per regolamento serve a decretare la fine della corsa. Su tutto questo interviene il presidente dell'Associazione Palio delle contrade Massimo Billi ed è un fiume in piena. Proviamo ad andare per ordine, partendo dalla manovra del fantino di Torre Giosuè Carboni (su Oscar Sauro) nei confronti di quello di Massarella Gisueppe Zedde su Rijhaid, cavallo favorito alla vigilia.

L'episodio che ha spaccato la corsa. «Il mossiere Bircolotti la sera stessa ci ha inviato il suo verbale, relativo a ciò che ha visto dal verrocchio; poi noi esamineremo ogni foto e video per capire se il fantino di Torre ha volontariamente disarcionato quello di Massarella. A quel punto - qualora fosse confermata la volontarietà - scatterebbe la responsabilità oggettiva della contrada, che rischia delle sanzioni. Non la squalifica, perché nel regolamento attuale non c'è, ma una o due ammonizioni. Il fantino, invece, sa benissimo che si è esposto ad una squalifica perché gli estremi ci sono. Dopo aver esaminato tutto decideremo». In teoria - visto che non è mai successo - se una contrada somma tre ammonizioni nel giro di cinque anni finisce per saltare un Palio. Un'ipotesi alquanto remota ad oggi e mai verificatasi in Buca, se non nel 2002 quando Cappiano non partecipò al Palio perché l'anno prima ne aveva impedito il regolare svolgimento.

Modifiche al regolamento. Per questo Billi chiede una presa di coscienza alle contrade e ai loro dirigenti, affinché episodi del genere non accadano più: «Noi come consiglio di amministrazione non abbiamo il potere di decidere da soli, se non per quanto riguarda l'aspetto sanitario e quello dell'ordine pubblico. Sul resto, compreso il regolamento della corsa, tocca ai presidenti scegliere: io mi sento di chiedere a loro se vogliono salvaguardare l'immagine del Palio, visto che in Buca non ci sono soltanto appassionati di Palio ma anche tante persone - "non addette ai lavori" - che certi gesti non li capiscono e poi ci rimangono di stucco, oltre a non tornare più al Palio. Il cda è un organo amministrativo ed organizzativo e le sue funzioni si fermano lì: quando abbiamo potuto agire di testa nostra lo abbiamo fatto, come nel caso dell'adozione del protocollo sanitario, da noi fortemente voluto per la salvaguardia animale. Mi dispiace che una contrada non abbia partecipato alla finale ma gli unici che possono cambiare qualcosa sono i presidenti in assemblea. Sempre che lo vogliano, perché sennò finisce che se ne parla soltanto quando ci tocca in prima persona».

Il giallo del mortaretto. A fine corsa alcuni contradaioli sono giunti sotto al palco del cda sostenendo che i due giri non si erano svolti: dal filmato integrale è chiaro che non è andata così e che la corsa è durata due tornate come sempre, circa un minuto e otto secondi. E Simone Mereu ha alzato il frustino quando ha visto che mancavano pochi metri al suo terzo trionfo su quattro partecipazioni. C'è da dire che queste persone sono state probabilmente ingannate dal mancato scoppio del mortaretto a fine carriera e dal parapiglia tra Torre e Massarella dentro la pista, coi cavalli costretti a rallentare di colpo appena passato il paletto. Anche su questo Billi prova a fare chiarezza: «Bircolotti - dopo aver dato la mossa - è stato portato via dalle forze dell'ordine e, quindi, non ha decretato il termine della corsa facendo esplodere il mortaretto. Noi c'eravamo premuniti con un giudice di gara che avrebbe dovuto sventolare una bandiera verde al punto di arrivo, nel caso in cui il mortaretto non fosse scoppiato per un malfunzionamento del meccanismo. Poi l'esplosione non è avvenuta per un altro motivo - conclude il presidente dell’Associazione fucecchiese - ma eravamo attrezzati lo stesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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