Gioco
Torre accusa: «Niente porcata l’avrebbero fatto anche loro»
Il capitano Cioni plaude il suo fantino: «Grazie Giosuè, sei stato un grande» Intanto il presidente di Massarella sbatte la porta e si dimette dall’assemblea
FUCECCHIO. «Una scorrettezza, una porcata? Assolutamente no, dovevo far andare la rivale a vincere col miglior cavallo? Questo è il Palio, queste sono le rivalità e mi chiedo cosa sarebbe accaduto se Rijhaid fosse capitato a noi e Oscar Sauro a loro: cosa avrebbero fatto?». Dopo le accuse lanciate ieri dalla dirigenza massigiana a quella di Torre è il capitano dei torrigiani Matteo Cioni a rispondere per le rime, rimandando indietro le accuse più dure: «Ho detto al mio fantino Giosuè Carboni di stare addosso al rivale Gingillo, di stressarlo ed infastidirlo. Con questa disparità di forze un Palio del genere secondo me era logico. Però il mio fantino non è andato a toccarlo, è soltanto stato lì a dargli fastidio. Il Palio è questo, finché ci saranno le rivali si guarderanno fra di loro e noi l'abbiamo fatto nel modo più elegante».
La guida della contrada durante l'anno spetta al presidente, salvo che per quanto riguarda la gestione della corsa: lì a comandare e a decidere la strategia è il capitano, che in questo caso ha volutamente scelto di fare una corsa addosso alla favorita rivale. L'argomento è controverso, perché tale scelta non ha trovato tutti d'accordo nel mondo del Palio di Fucecchio. Magari fra i canapi possono anche succedere cose "strane", nonostante siano previsti dei provvedimenti; il momento peggiore è stato il dopo, quando le due contrade sono venute a contatto e sono volati schiaffi e pugni: «Quello che è successo dopo - dice Cioni - è la parte più brutta della giornata ma l'avevamo abbastanza prevista. Il fatto è che quando hai una rivale così più forte quali alternative hai? Noi abbiamo preso questa strada, non toccando il fantino rivale ma dandogli fastidio e mettendogli pressione. E lui l'ha fatto da signore. Lo devo ringraziare, perché si è assunto il rischio di prendersi una squalifica per noi». Che Giosuè Carboni rischi una squalifica è evidente, resta soltanto da quantificarne l'entità; questo compito tocca al cda dell'associazione Palio: le eventuali sanzioni potrebbero essere esemplari. Nelle prossime assemblee fra contrade e cda questo sarà l'argomento più caldo, anche perché il presidente di Massarella Ferrero Rosati si è dimesso dalla stessa assemblea subito dopo la corsa mentre il capitano Alildo Boschi ha preferito non commentare le vicende avvenute in Buca.
La storia dei killer da Palio a Fucecchio è ben nota e tra il 2006 ed il 2007 ci sono stati due episodi che hanno fatto molto discutere. Quando Ferruzza partiva favorita la rivale Cappiano assoldò Massimo Columbu col solo scopo di andare a prendere la rivale: e così fece, prendendolo per le briglie alla fine del primo rettilineo. Si beccò una squalifica di 10 anni ma la nemica non vinse la carriera. Nel 2007 invece Porta Raimonda va con Franco Casu fra i canapi, anche lì con l'unico intento di non far partire la rivale Bernarda. Casu ci riesce e Gianluca Fais cade e dice addio ad ogni sogno di vittoria. E pure Casu si beccò una maxi-squalifica; Porta Bernarda si “vendicherà” " l'anno successivo vincendo il Palio. Adesso rimane da vedere quali saranno le conseguenze "paliesche" per i fatti avvenuti in Buca. (m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
