Gioco
La rabbia rosazzurra «È stata una porcata Carboni va punito»
Duro attacco ai biancocelesti per lo scontro al canape in finale Intanto i vincitori si godono il trionfo: «E ora puntiamo al tris»
FUCECCHIO. Nella contrada piccola sta la grande fame di vittoria, nel palio vero esce sempre la sorpresa che fa il bis firmato Querciola. «Che però un successo tanto inaspettato non è» racconta il giovane presidente Paolo Ceccarini, portando in trionfo, come fosse la croce, il cencio dipinto da Claudio Occhipinti e company. A piedi dalla buca alla contrada immediatamente attrezzata a festa «perché abbiamo confermato la fiducia nel fantino Simone Mereu che l’anno scorso, dopo un gran digiuno, ci ha riportato il cencio». E Mereu, mentre faceva il giro della pista issato sulle spalle dei contradaioli arancioverdi, ha detto: «Vincere non è mai facile, fare il bis è anche più difficile. Per questo è una vittoria anche più importante». Da sotto un groviglio di contradaioli che lo abbracciavano è sbucato lo storico ex presidente Gino Colibazzi, mentre poco prima suo figlio Stefano e lui hanno agguantato il cencio al volo. Dice il giovane: «Andiamo di bene in meglio in contrada, di pari passo con il fantino. Non avevamo niente da temere nemmeno nel cambio della busta, ci credevamo nell’accoppiata con il cavallo avuto in sorte». E il genitore, che ha vinto i primi tre cenci, gongola: «Non dico mai una parola di troppo, lo sanno tutti da sempre, ma mi viene scappato detto che dopo la doppietta il tre verrà da sé». Un po’ scherza, dal tono della voce, ma c’è da credergli.
Intanto in bacheca i Palii vinti sono 5, tutti con pieno merito anche se a distanza di tempo. La macchina della vittoria ha ripreso a girare. Il cavallo è anche un po’ fucecchiese, di Riccio Liberato e Franco Ferradini che racconta: «Anche con la contrada Sant’Andrea era andato bene, ora è maturato e cresciuto, non ce n’è per nessuno». Anche il capitano Luca Bologni, altro giovane che “lavora” bene con il cavallo e il fantino, si sfoga: «Due vittorie su due con la nuova gestione sono una felicità indescrivibile. Non ci davano grandi chance, ma non c’importa: quel che conta è vincere». D’accordo con l’ex capitano Luca Allegri. Chi, per contro, non si dà pace Bruno Baronti, esponente di Massarella, insieme al presidente Ferrero Rosati: «Quel che ha fatto il fantino di Torre è vergognoso, anzi diamogli il giusto appellativo, è stata una porcata. Prima ha danneggiato il nostro fantino non stando al proprio posto. Poi, anche cambiando le buste, l’ha ostacolato alla partenza e gli ha precluso di correre». E’ un fiume in piena, perché Massarella era la favorita numero uno, ma le ha impedito di correre. «Ho detto al presidente di Torre, Giancarlo Veneri, che così non si fa, e che se il palio di Fucecchio è questo non va bene, ci sono regole da rivedere. Il fantino Giosuè Carboni è stato di una scorrettezza a catena ai nostri danni. Spero che anche il comitato del palio prenda provvedimenti». Anche Gastone Roggi, ex capitano vincente della contrada Capitana Porta Raimonda – condidata alla vittoria per un cavallo tra i migliori – è deluso. Anche se l’attuale capitano è Nico Mazzantini, ossserva Roggi con esperienza: «Una prestazione non all’altezza, mi aspettavo di più». Ha inciso la caduta del fantino Mari nella prima batteria? «S’è voltato quando è stato sorpassato dalla Bernarda, e sbilanciandosi è caduto. Meno male che il cavallo, alleggerito, si è qualificato addirittura vincendo, scosso, la batteria. Non credo che sia stata una furbizia, c’era da farsi male. Per me c’è da rivedere qualcosa anche nella contrada gialloblu».
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