Dodici popoli con un sogno la Buca incorona l’unico re
La vestizione dei fantini (in teatro per l’incognita maltempo) non regala sorprese C’è un poker di favorite ma quasi tutte hanno una rivale pronta a fare lo sgambetto
FUCECCHIO. La sorpresa non è arrivata da novità sulle monte, tutte confermate quelle previste, dunque senza nemmeno un briciolo di novità. E’ giunta invece – alla chetichella – dalle minacce di Giove pluvio che stando alle previsioni minacciava pioggia sul finire della mattinata di ieri. E ciò ha fatto sì che il presidente del Palio delle Contrade, in vista dell’investitura dei fantini, abbia dovuto spostare la location dal parco Corsini sotto la statua di Eloisa, al nuovo cinema teatro Pacini.
Che ha svolto bene il ruolo di novità, ma era impossibilitato ad accogliere tutti. Spazio dunque ai figuranti in termini ridotti, di chiarine e tamburi rimasti in silenzio all’esterno, insieme ai contradaioli, un migliaio circa, grandi e piccoli, con i colori della propria contrada, che stazionavano all’ingresso, secondo le indicazioni di Tania Benvenuti.
Prima dell’inizio dell’investitura dei fantini, “monta” che non più essere cambiata, il presidente del Consiglio di amministrazione, Massimo Billi, ha espresso una raccomandazione ai contradaioli e ai dirigenti delle contrade: «Il Palio deve essere etica, serietà, serenità. Vince una sola contrada, e che la vittoria sia voluta, cercata, corretta».
In effetti il palio fucecchiese è al centro dell’attenzione anche a Siena, e qui oggi debuttano due figli d’arte: Enrico Bruschelli, figlio del re di piazza del campo Trecciolino, però il babbo Gino a Fucecchio non ha mai vinto; e Andrea Coghe, figlio di Massimino che portò il cencio a Massarella nel 1998. Saranno all’altezza del sangue nobile che portano? La buca D’Andrea sarà un bel test.
Alle 11.22 è iniziata l’investitura delle contrade per la 35.a edizione del Palio. Accanto a Billi anche il comandante della polizia municipale Roberto Dini, il consigliere delegato al Palio Daniele Cei, l’ex presidente Maurizio Salvadori. Non è mancato il sindaco Alessio Spinelli, a dare autorità all’ormai imminente via della manifestazione.
Ieri con l’investitura dei fantini, oggi con il corteggio storico per le vie della città a partire dalle ore 9,30, e poi nel pomeriggio la decisiva sfida di fantini e cavalli per la conquista del pallium, popolarmente detto “cencio”, bella opera di Claudio Occhipinti & compagni d’arte.
Un pronostico? Se il passato insegna, l’anno scorso c’erano quattro contrade favorite: Borgonovo, Porta Bernarda, Querciola e Samo, e così fu perché Querciola vinse alla grande. Quest’anno la storia si ripeterà, con il poker Massarella, Porta Raimonda, Ferruzza, e di nuovo Querciola?
E’ un po’ più complicata la previsione, perché la maggior parte delle contrade ha un “nemica”, che se non può vincere, gode nel far perdere la rivale.
Cosicchè il bravo mossiere Renato Bircolotti avrà il suo bel daffare per tenere insieme sia le contrade che puntano a vincere, sia le nemiche che cercheranno in ogni modo di danneggiare le rivali. In casi simili, anche il pubblico sugli spalti tende ad eccitarsi. Comunque Bircolotti, al posto che nella precedente edizione fu di Gennaro Milone, è senza dubbio uno dei più esperti mossieri, già sette volte al canape, anche se nella buca del Palio manca dall’edizione 2013. Un’alternanza, che arriva a puntino per una gara e sfida impegnativa come non mai.
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