Il Tirreno

Empoli

Spaccatura tra negozianti sul “Luglio empolese”

di Alessandro Marmugi
Spaccatura tra negozianti sul “Luglio empolese”

Il fronte dei “ribelli”: «Il giovedì non basta, apriamo anche il martedì» Ma c’è chi rivendica la decisione presa in assemblea: «Una sola sera è sufficiente»

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EMPOLI. “Luglio, sarebbe un grosso sbaglio” cantava Riccardo Del Turco in un vecchio motivetto estivo. E alla fine la pensano un po’ così molti commercianti del giro di Empoli: sarebbe un grosso sbaglio non tenere aperti i negozi anche il martedì sera nel corso del luglio empolese. Un paio di mesi fa era arrivata la decisione nel corso dell’assemblea dei commercianti. Stop alle due aperture serali dopo cena, via libera solo a quella del giovedì (accompagnata da eventi). Una scelta che inizialmente sembrava essere stata condivisa da tutti, ma oggi a poco più di un mese dalla partenza delle aperture serali, cresce il gruppo di negozianti che non soddisfatti della decisione, vogliono aprire anche al martedì. E potranno farlo visto che con le liberalizzazioni non ci sono più vincoli a date ed orari nell’ apertura dei negozi e tra chi alzerà sicuramente la saracinesca e indecisi le “luci della città” (così si chiamava in origine la manifestazione) probabilmente resteranno accese anche il secondo giorno della settimana. Non manca però anche il fronte del no, di chi come da programma aprirà solo il giovedì. E così il centro sembra spaccato in due fazioni distinte.

Il fronte del sì. C’è una buona parte di negozi infatti che nonostante il martedì non sia inserito nel calendario, resteranno comunque aperti. «Abbiamo questa intenzione – spiega Chiara Bartolini del negozio Desigual – anche facendo un giro tra i diversi negozi sono molti i colleghi che hanno l’intenzione di stare aperti. Una sera soltanto di apertura è poco visto anche che in passato sono sempre state due, e la gente ormai le ha prese come punto di riferimento». E il partito del si sembra trovare numerosi proseliti. «Quando ci sono le riunioni sembra che ci si trovi tutti d’accordo – spiega Daniela Puccetti del negozio di calzature Daniela di via del Giglio – poi quando si arriva al dunque c’è grande indecisione e ci sono numerosi ripensamenti. Vedremo che cosa succederà da qui a luglio, ma se la maggioranza degli esercenti alla fine decidesse di stare aperto anche il martedì credo che lo farei anch’io».

Il fronte del no. Ma c’è anche una buona parte di esercenti che resta fedele alla scelta fatta qualche mese fa in assemblea e che aprirà soltanto una sera a settimana il giovedì. «Ci atteniamo a quanto deciso in assemblea – spiega Mauro Davide del negozio Swarovski – noi apriremo soltanto il giovedì si tratta di una decisione presa di comune accordo con gli altri commercianti, non ha senso cambiare all’ultimo minuto. Inoltre negli ultimi anni abbiamo potuto constatare con mano che l’afflusso della clientela è diminuito e probabilmente due serate sono anche troppe». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Marco Mazzantini dell’Angolo del fumatore. «Noi apriremo soltanto il giovedì – dice – con le presenze che ci sono state negli ultimi anni è inutile aprire per due sere a settimana. Anche se qualcuno starà aperto noi non cambieremo idea». Insomma gli esercenti del centro storico sul tema sembrano essere divisi. L’ultima parola spetterà probabilmente alle grandi catene che ancora non si sono mosse ma che se decidessero di stare aperte potrebbero far scattare un vero e proprio effetto domino provocando a loro volta aperture di altri esercizi.

Non confondere il cliente. La priorità adesso è quella di cercare una strategia comune che possa riportare unità d’intenti partendo dal presupposto però che con le liberalizzazioni ognuno può tenere aperto come e quando vuole. «Sicuramente siamo un po’ sorpresi – spiega Lapo Cantini coordinatore di Confesercenti per l’Empolese Valdelsa – nell’assemblea di febbraio era stato scelto all’unanimità di tenere aperto solamente il giovedì. Se c’è un grande numero di negozi che deciderà di tenere aperto spero che ci possa essere un confronto con l’amministrazione comunale per sottoporre il problema. Se è necessario la questione può anche essere ridiscussa, non bisogna arrivare ad una situazione che possa confondere il cliente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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