Il Tirreno

Empoli

La Banca di Cambiano cresce e resta autonoma

Sportelli raddoppiati in 15 anni, bilancio chiuso con un utile di quasi 5 milioni in salita raccolta (+4,87%) e impieghi (+3,29%), oggi l’approvazione dei tremila soci

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CASTELFIORENTINO. Sportelli più che raddoppiati in 15 anni, la raccolta complessiva fa segnare un +4,86% rispetto al 2013, segno positivo (in controtendenza) anche per gli impieghi, l'utile netto sfiora i 5 milioni di euro. Presentato in anteprima alla stampa, il bilancio del 131° esercizio della Banca di Cambiano, chiuso al 31 dicembre 2014, che verrà sottoposto oggi all’approvazione all’assemblea dei soci. La Banca di Cambiano è secondo Mediobanca, la prima banca di credito cooperativo della Toscana per attivo tangibile e la quarta in assoluto in Italia, con la differenza fondamentale che le prime tre si sono sviluppate attraverso fusioni, mentre la Banca di Cambiano è cresciuta, e si consolida sempre più, esclusivamente con forze proprie e per linee interne. Le nuove filiali aperte in pochi mesi a Pistoia, Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno e Firenze, nella prestigiosa Villa Fagan, testimoniano la crescita esponenziale della Banca negli ultimi quindici anni: nel 2000 aveva 18 sportelli e con l’esercizio 2015 si attesterà a 39 con Greve, Quarrata e Sesto Fiorentino, in controtendenza rispetto al dato regionale che ha visto nell’ultimo quinquennio una riduzione di sportelli: dai 2.557 nel 2009 ai 2.297 nel 2014, con una flessione di oltre il 10% in Toscana.

«Pur in un contesto generale difficile - ha spiegato il presidente Paolo Regini - anche nel corso di quest’anno la nostra banca ha continuato a crescere e a rafforzarsi, dando serenità e fiducia ai clienti, ai soci e ai dipendenti, come è dimostrato in maniera chiara dai numeri».

«Abbiamo ampliato - aggiunge il dg Francesco Bosio - la raccolta e i finanziamenti a famiglie e imprese, con piena consapevolezza del maggior grado di rischio che il contesto economico ha comportato e comporta, ma salvaguardando comunque la qualità del credito, creando prodotti appositi, declinati per varie tipologie, per supportare il mercato immobiliare che nel 2014 si in parte è riattivato. E non abbiamo mai interrotto la politica di mutualità che ci contraddistingue da sempre, mantenendo i soci al centro della vita aziendale e sostenendo le comunità. Un impegno che abbiamo profuso anche nell’ambito culturale, stanziando importanti contributi». I dati che oggi verranno presentati all’assemblea degli oltre tremila soci per l’approvazione del bilancio: la raccolta complessiva ha raggiunto la cifra di 2.367 milioni di euro, (+4,87%) rispetto al 2013, mentre a livello nazionale il dato registrato è invece -1,1%; gli impieghi economici ammontano a 1.909 milioni di euro, con una crescita del 3,29%, mentre a livello nazionale è del -1,40% e a livello regionale del -3,50. L’utile netto d’esercizio si attesta a 4,9 milioni di euro, dopo consistenti accantonamenti prudenziali compiuti a fronte del portafoglio crediti.

Bosio ha fatto anche il punto sulla riforma delle Bcc. «Stiamo assistendo a grossi cambiamenti nel sistema bancario, con le “Popolari” che dovranno giustamente configurarsi come Spa, stante le dimensioni raggiunte e soprattutto le quotazioni in borsa da tempo esistenti per le loro azioni. Sono in corso anche iniziative di progetti di riforma di sistema delle Bcc. La nostra Banca non sarà comunque ricompresa nei raggruppamenti che sembrano profilarsi. La scelta di oltre 35 anni fa di staccarsi dalle strutture federative e centrali, non ritenute orientate a salvaguardia del sistema cooperativo, sono, a fronte di molte situazioni esistenti nel sistema Bcc, una riconferma della validità della scelta fatta a suo tempo. A noi non resta che aspettare gli sviluppi».

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