Italia
Uniti nella ricerca sulla meningite, un'associazione con la Misericordia
Il sogno è realizzare un laboratorio nel quale studiare il batterio e trovare un modo efficace per contrastarlo. C’è anche l'obiettivo di un’ambulanza con diagnosi rapide
EMPOLI. L’allarme meningite nei mesi scorsi ha letteralmente scosso l’Empolese Valdelsa. Sono stati cinque i casi e purtroppo 3 le morti causati dal meningococco di tipo C. Ed è proprio per aiutare le famiglie a combattere questo tipo di malattia e per provare a mettere in campo mezzi idonei per contrastarla che è nata la onlus Stop alla meningite.
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Il progetto è stato portato avanti da 13 soci, tra questi l’Arciconfraternita della Misericordia ma anche un gruppo di genitori con un grande bagaglio di esperienza sul tema e che hanno vissuto direttamente o indirettamente il dramma di questa subdola malattia. Tra questi una gran parte proviene da Cerreto Guidi ed è amica della famiglia di Giovanni Locci il ragazzino morto di meningite nel febbraio scorso, tra i soci anche il padre di Alessandro Palatresi scomparso nel gennaio 2005 proprio a causa della stessa malattia a soli 20 anni. Gli obiettivi, come spiegato dal governatore della Misericordia Ciari e dal presidente della onlus Antonio Marcello Perulli, sono quelli informare le famiglie ma c’è un altro grande progetto che si vuole realizzare.
«Tramite la raccolta fondi – dice Perulli – vorremo riuscire a costruire, proprio qui nei locali della Misericordia di Empoli un laboratorio nel quale si possa attraverso dei ricercatori studiare il batterio e trovare un modo efficace per contrastarla, un laboratorio però che possa servire anche a diagnosticare la malattia. «Purtroppo nell’Empolese non ci sono laboratori in grado di fare questo tipo di diagnosi – aggiunge Perulli – e si è sempre costretti ad appoggiarsi all’ospedale Meyer di Firenze. Con questo tipo di organizzazione è normale che si perda molto tempo dal manifestarsi dei sintomi all’arrivare alla diagnosi, noi vorremo riuscire ad accelerare i tempi e a fermare la malattia sul nascere. Per noi sarebbe un sogno ma sappiamo già che serviranno molti fondi, circa un milione di euro». Intanto in questi primi mesi verrà messa in atto una campagna di sensibilizzazione e attraverso degli opuscoli saranno informate le famiglie su quali sono i sintomi della malattia, come riconoscerli e sul come comportarsi nel caso ci si trovi di fronte ad una sintomatologia sospetta.
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«È inaccettabile – continua Perulli – che una vita possa essere spezzata in così poco tempo, dobbiamo fare qualcosa per impedirlo». La onlus presto sarà dotata di un sito internet nel quale si troveranno le coordinate dell’iban sul quale fare le donazioni. Chi volesse diventare socio può farlo con un contributo di 10 euro.
Sensibilizzare le famiglie e costruire un laboratorio per la ricerca e la diagnostica della meningite. Questi i traguardi che si è posta la Onlus Stop alla meningite ma il sogno è quello di poter dotarsi di un ambulanza che oltre a prestare soccorso sia in grado di diagnosticare la meningite in pochi minuti. «Questo sarà un progetto secondario – dice Perulli – ma speriamo di poterlo mettere in atto. Sarebbe bello poter dotare l’Empolese Valdelsa di un ambulanza all’avanguardia per la diagnostica della meningite. Alla stregua di quanto succede negli Stati Uniti e in Irlanda dove ci sono dei mezzi attrezzati con una sorta di laboratorio a bordo che permette di individuare tramite una rapida analisi se i sintomi che riporta il paziente sono causati dalla meningite. Sarebbe importante soprattutto nella nostra zona dove la casistica in questi mesi è stata decisamente anomala e ancora non si è riusciti a capire perché».
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