Il Tirreno

Empoli

Estintori e tubi fuori servizio alla scuola distrutta dal fuoco

Estintori e tubi fuori servizio alla scuola distrutta dal fuoco

Per spegnere le fiamme presi gli schiumogeni dall’edificio principale Le manichette anti-incendio non funzionavano a causa di un furto

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Estintori e manichette antincendio che non funzionavano all’Ipia di via Sanzio. Emerge un altro dato sul rogo che ha semidistrutto il prefabbricato dove erano state sistemate (ormai da sette anni) sette classi del Ferraris Brunelleschi.

A confermare che gli estintori non funzionavano è la stessa dirigente scolastica Daniela Mancini: «Ne sono stati presi due dal plesso principale che si trova a poche decine di metri». E sottolinea che non ci sono stati ritardi nello spegnimento delle fiamme: «Due insegnanti, tra l’altro addestrati sulla normativa anti-incendio, hanno preso due estintori dall’edificio principale e hanno iniziato a spegnere le fiamme». Tra l’altro, come spiega sempre la dirigente, anche le operazioni di evacuazione sono andate bene: «Quando il tetto ha iniziato a prendere fuoco - va avanti Mancini - gli studenti erano tutti fuori».

Sui vani di colore rosso dove sono riposti le manichette anti-incendio, invece, c’era la scritta fuori servizio. L’annotazione è stata fatta dal personale della ditta incaricata dalla scuola che ha fatto regolarmente i controlli, tra l’altro a quanto si legge proprio questo mese (perché sia per gli estintori che per l’impianto anti-incendio le verifiche devono essere fatte ogni sei mesi). Da stabilire, e lo faranno i periti nominati dal sostituto procuratore Concetta Gintoli che porta avanti l’inchiesta, il motivo per cui gli estintori dell’Ipia non sono stati presi per spegnere le fiammecon gli insegnanti che sono dovuti andare di fronte alla “casa madre”. E poi perché, dall’ultimo controllo effettuato ai vani delle manichette, risultava che l’impianto non era in funzione. Tra le ipotesi quella che di recente fossero stati rubati dei tubi metallici dell’apparecchio che avrebbe dovuto portare acqua. E che non fosse la prima volta. Anche gli estintori sarebbero stati oggetto di atti vandalici.

In ogni caso il non funzionamento di estintori e manichette, secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco e della dirigente scolastica, non avrebbe provocato ritardi sull’intervento conseguente l’incendio. Ma di sicuro va a consolidare un quadro di degrado in cui l’istituto versa come è stato spiegato anche dal deputato Massimo Artini, ex grillino passato al gruppo misto. «In questo istituto - ha detto dopo aver avuto un colloquio con la dirigente - da troppo tempo manca la manutenzione e lo scandalo è la assenza di programmazione da parte della Provincia e dell’Unione dei Comuni che non hanno avuto neppure dirigenti specifici per questi settori».

«Ora la competenza è della Città metropolitana - è andato avanti il deputato - ma ancora dopo un anno il governo non ha incontrato le ex Province per stabilire di cosa si devono occupare le Città metropolitane».

«Bisogna capire - conclude il deputato - che visione politica si ha e se davvero si decide di puntare e progettare un polo scolastico unico in modo da evitare uscite per 700mila euro che al momento vengono pagati per i canoni di affitto».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa