Sicurezza
Caos alla stazione, chiusa la linea per i danni all'oleodotto
A Empoli in centinaia ad attendere gli autobus sostitutivi per raggiungere Pisa dopo lo sversamento di carburante a San Miniato
EMPOLI. Una giornata da dimenticare quella di giovedì 21 maggio per pendolari, turisti, per chiunque abbia deciso di spostarsi in treno sulla tratta Firenze-Pisa. Lo sversamento dell’oleodotto nel comune di San Miniato ha mandato in tilt il traffico ferroviario, a risentirne maggiormente la stazione di Empoli, snodo cruciale del traffico toscano, dove migliaia di persone hanno vissuto una vera e propria odissea. La circolazione regolare è ripresa verso le 17,30.
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Il traffico tra Empoli e Pontedera è stato bloccato in entrambe le direzioni, tutti i treni sono stati soppressi e i cittadini in arrivo da Firenze che si muovevano in direzione Pisa sono stati costretti a scendere proprio a Empoli. Da qui sono stati messi a disposizione 4 autobus navetta per permettere alle persone di continuare il loro tragitto su strada portandoli fino a Pontedera. Ma il numero dei mezzi non è stato sufficiente per soddisfare la richiesta soprattutto nelle ore di punta. E così ai capolinea dei bus si sono create lunghissime code e per coordinare lo smistamento delle persone è dovuta intervenire la protezione civile che dopo aver creato con delle transenne una vera e propria sala d’aspetto a cielo aperto ha cercato di regolare l’afflusso dei passeggeri sugli autobus.
Ad ogni persona in attesa è stato distribuito un numerino colorato poi non è restato che pazientare, anche qualche ora nei momenti più critici prima che arrivi il proprio turno. In questa emergenza viene data ovviamente la priorità a chi deve prendere un aereo e rischia di perderlo a causa dei ritardi. Il piazzale antistante la stazione è stato affollatissimo, pieno di turisti, pendolari e studenti. In molti non sapevano quello che era accaduto, qualcuno cercava passaggi di fortuna, i molti turisti stranieri che volevano visitare la Torre di Pisa si sono ritrovati a fare la coda sotto il sole e a cercare, tra la folla, compagni di avventura pronti a condividere con loro un taxi in modo da dividere le spese. Qualcuno ha rinunciato ad andare al lavoro e col telefono ha chiamato il datore di lavoro spiegando l’accaduto. La Protezione Civile che ha coordinato assieme a Trenitalia le operazioni, ha anche rifornito le persone in attesa con alcune bottiglie d’acqua.
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