Sicurezza
Omicidio di Capodanno, fermato un giovane
E’ un trentenne ed è sospettato di aver ucciso l’immigrato marocchino preso a botte dopo una rissa scoppiata in un circolo
TORRE DEL LAGO. È sospettato di essere l’autore dell’omicidio avvenuto a Stabbia di Cerreto Guidi la notte di Capodanno l’uomo fermato l’altra sera dai carabinieri a Torre del Lago. Nessuna conferma ufficiale per ora da parte dei militari ma secondo fonti investigative gli inquirenti sarebbero convinti di avere chiuso il cerchio attorno al responsabile della morte di Noureddine Marzouki, marocchino, di quarantasette anni, ucciso a botte dopo una rissa scoppiata con alcuni connazionali.
L’uomo che è stato fermato ha circa trent’anni, è magrebino anche lui, e da tempo era nel mirino degli inquirenti. Per ora non se ne conoscono le generalità. Le indagini sono condotte dal reparto operativo dei carabinieri di Firenze coordinati dalla procura della repubblica del capoluogo toscano. E per ora restano protette dal massimo riserbo.
L’omicidio di Capodanno venne scoperto dai carabinieri di Cerreto Guidi verso le 4 di notte quando intervennero nel club Al Jawhara, un’associazione culturale che raccoglieva in un capannone della zona industriale di Stabbia decine di immigrati che vivono e lavorano nel circondario dell’Empolese Valdelsa.
Nella rissa venne ferito gravemente anche un altro marocchino, ricoverato in ospedale, e che dopo una lunga degenza in ospedale si è salvato.
Il locale, accanto alla carrozzeria Italia, era stato aperto nell’estate 2014. E il fine settimana era sempre pieno di giovani immigrati. Così anche per la notte Capodanno si erano ritrovati in centinaia tanto che il piazzale di fronte al club era pieno di automobili.
Secondo la ricostruzione fatta, prima delle tre scoppiò una lite proprio all’interno della sala al primo piano dove c’era la musica. Una spinta data a una donna avrebbe fatto scattare la rabbia contro Noureddine Marzouki e il suo amico poi rimasto ferito. Da qui partirono le botte.
Il litigio prese subito una piega molto violenta, probabilmente con la complicità dell’alcol. Un gruppo di uomini cominciò a picchiarsi nella sala, poi per le scale verso l’uscita. Tanto che sia al primo piano che all’ingresso i carabinieri del Ris hanno trovato e analizzato decine e decine di macchie di sangue. A un vetro della porta d’ingresso è rimasta addirittura ancora l’impronta di una mano insanguinata.
Fuori dallo stabile vennero trovati un coltello e pezzi di bottiglie rotte usate come armi. Le botte finirono all’esterno, dall’altra parte della strada, dove vennero trovati Marzouki moribondo e il suo amico ferito.
La confusione e l’urlo di una donna svegliarono le persone che abitano in zona. Simone Orlando e Maurizio Araneo raccontarono di avere visto dalla finestra un capannello di persone. Circa una decina intorno a un uomo adagiato sul marciapiede. E accanto a lui un altro. La richiesta di intervento ai carabinieri arrivò poco prima delle quattro. Quando le forze dell’ordine arrivarono sul posto, però, del capannello che i testimoni avevano visto davanti al locale praticamente non c’era più traccia.
Noureddine Marzouki venne soccorso e portato in ambulanza all’ospedale di Empoli, il decesso avvenne durante il trasporto. Gli furono fatali i colpi che aveva ricevuto alla testa con una bottiglia rotta e un bastone.
Nei giorni seguenti i carabinieri sentirono numerose persone e fecerono accertamenti anche su un marocchino che, sempre nella notte di Capodanno era stato ricoverato all’ospedale di Lotti di Pontedera. Ora la svolta con il fermo.
Ma nell’omicidio sarebbero coinvolte altre persone e i militari potrebbero essere vicini a chiudere il cerchio.
Resta anche da chiarire che tipo di rapporto lega l’uomo fermato l’altra sera a Viareggio e alla zona di Torre del Lago in particolare. Anche su questo gli inquirenti mantengono il massimo riserbo facendo capire che l’operazione è tutt’altro che finita.
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