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«Scuola abbandonata e senza rinascita»

«Scuola abbandonata e senza rinascita»

Insegnante e dirigente per quasi 20 anni, Sandra Ragionieri Scotti smonta il piano del governo

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EMPOLI. «La scuola è stata abbandonata dalla politica, ora ci vorrebbe una rinascita che però la “Buona scuola” del premier Matteo Renzi non ci potrà certo assicurare». Sandra Ragionieri Scotti, empolese, è stata insegnante nella sua città e per 18 anni ha diretto uno degli istituti più grandi di Firenze, il Russell Newton.

La dirigente ha analizzato punto per punto la riforma messa in piedi con il disegno di legge e la smonta senza appelli. Ma, allo stesso tempo, cercando di fare un’analisi sul futuro di questo mondo che sta vivendo situazioni di grande disagio. Per questo motivo ha pubblicato un libro per Dissensi edizioni dal titolo “La scuola di Renzi è davvero buona? La verità nascosta sotto il banco”.

«La “Buona scuola” - spiega l’autrice empolese - sembra immaginata da chi la scuola non la conosce, non è mai stato dentro la realtà quotidiana delle classi, del rapporto studenti - professori, o professori-presidi. Con questo piano non si investe sugli insegnanti che invece garantirebbero la rinascita di questo mondo, siamo di fronte alla stabilizzazione di quasi 150mila precari che rivela la sua iniquità e la sua vera natura, quella di ammortizzatore sociale. Nulla a che vede con la qualità e la professionalità».

In più per Ragionieri Scotti siamo di fronte «a una partita di giro: verrà fatto un investimento da un miliardo ma solo grazie a tagli sempre realizzati all’interno della scuola che, per esempio, andranno a ledere l’autonomia degli istituti».

La dirigente passa ad analizzare alcune incongruenze: «Come si farà a tenere aperta la scuola di pomeriggio se sono stati ridotti i posti del personale non docente?».

E poi la deriva privatistica: «L’attuale disegno di riforma agevola la logica mercatale-privatistica. Lo Stato non potrà disporre di risorse per gli investimenti e i privati potranno donare denaro godendo di un credito di imposta del 65% ». «Mentre - va avanti la dirigente - si lascia insoluta la questione che invece dovrebbe essere al centro di tutto, quella dell’attitudine all’insegnamento. Perché il ruolo dell’insegnante non si improvvisa e non può esaurirsi nel mero arroccamento sulla disciplina insegnata».

«Servono insegnanti bravi , accuratamente selezionati, capaci di trasmettere con passione il loro sapere, professionisti che devono trovare riscontro in una retribuzione adeguata».

Rispetto alla situazione di emergenza nella nostra zona Sandra Ragionieri Scotti incita i suoi colleghi a «farsi sentire contro l’assenza della politica sia in maniera individuale che collettiva». E conclude: «Perchè è aberrante tenere i ragazzi in un container, diamo a loro l’immagine di un istituzione degradata».

(l.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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