Il dolore
Emergenza Ipia risolta con l’aiuto delle suore
Completato il puzzle: quattro classi vanno all’Iti, tre al Pontormo dove i ragazzi lasceranno le loro aule per spostarsi al Santissima Annunziata
EMPOLI. Soluzione trovata (fino al termine dell’anno scolastico) con l’aiuto... delle suore. Dopo 48 ore di sopralluoghi e riunioni, l’Unione ha individuato le aule dove far svolgere le lezioni a partire da lunedì (quando riprenderà l’attività didattica) agli studenti dell’Ipia, dopo che la loro scuola-container è stata distrutta da un incendio. Quattro classi - come era stato deciso subito dopo il rogo - troveranno posto al Ferraris di Empoli. Le altre tre invece troveranno ospitalità nelle aule messe a disposizione dall’istituto Pontormo, che si trova a pochi passi dal prefabbricato e dal Ferraris-Brunelleschi. Di conseguenza tre classi del Pontormo, dovranno “emigrare” negli spazi messi a disposizione dall’istituto Santissima Annunziata di Empoli. La soluzione è stata concordata sulla base delle esigenze didattiche e di orario degli alunni del Professionale, che devono effettuare ore di laboratorio nella sede centrale dell’Iti e che pertanto non possono essere trasferiti, per non andare incontro a ulteriori problemi di natura logistica, con continui spostamenti tra il centro di Empoli e via Sanzio. L’operazione scatterà da lunedì (nella giornata di oggi dovrebbe essere firmato il contratto di affitto tra Unione e Santissima Annunziata) e sarà valido da lunedì per una settimana. A partire dal 25 maggio, infatti, l’emergenza finirà, perché le quarte dell’Ipia inizieranno gli stage e le classi rimanenti saranno tutte assorbite all’interno del Ferraris.
Intanto prosegue l’indagine della magistrature sulle cause del corto circuito che ha innescato l’incendio del prefabbricato (che intanto è sotto sequestro). Il magistrato Concetta Gintoli ha aperto un fascicolo (l’ipotesi di reato è incendio colposo, ma al momento non ci sono indagati) e sta acquisendo gli atti dai vigili del fuoco che hanno effettuato i sopralluoghi. Il timore degli amministratori locali è che l’inchiesta finisca per allungare i tempi di un eventuale intervento di ripristino sul maxi-container, ipotesi quest’ultima che comunque si fa sempre più spazio, anche se ancora non c’è una stima ufficiale dei danni, come spiega l’ingegnere Carlo Ferrante della Città Metropolitana: «Ho effettuato un sopralluogo e credo che il prefabbricato sia recuperabile. Dovrà essere completamente rifatta la copertura, parte dell’impianto elettrico e sarà necessaria anche una verifica strutturale. Ma tutto sommato penso che sarebbe necessario un mese di lavoro, forse anche meno». E quindi a settembre i ragazzi potrebbero tornare a scuola nel container: «Tutto dipende da quando saranno tolti i sigilli». Ma oltre agli interventi di ripistino ne saranno necessari anche altri che non hanno niente a che fare con l’incendio: «All’interno ci sono buchi nei muri, plafoniere e avvolgibili rotti: questo testimonia che troppo spesso manca l’educazione civica».
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