Il Tirreno

Empoli

Scatta l’inchiesta sulla scuola sequestrato il prefabbricato

di Francesco Turchi
Scatta l’inchiesta sulla scuola sequestrato il prefabbricato

Il rogo smaschera le lacune di Città e Unione, non c’è una stima ufficiale dei danni Quattro classi faranno lezione in un altro istituto, si cerca un posto per le altre tre

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EMPOLI. Dopo le fiamme, il caos. E i sigilli. Il giorno dopo l’incendio che ha devastato il prefabbricato (provvisorio... dal 2008) dell’Ipia c’è da trovare sette aule per permettere agli studenti di completare l’anno scolastico. Ma l’impresa non è semplice. Anche perché entrano in ballo intrecci di competenze tra Unione e Città Metropolitana (che proprio non riescono a decollare singolarmente e di conseguenza fanno fatica a dialogare tra loro e con l’esterno), presidi che proprio non ci stanno ad aprire le porte ad altri studenti, perché i loro istituti già scoppiano (vedi articolo nell’altra pagina). E tra rimpalli di responsabilità, riunioni e polemiche, l’unica certezza è rappresentata dal sequestro del maxi-container, effettuato dai vigili del fuoco su disposizione della procura di Firenze, che ha aperto un’inchiesta per fare luce su quanto è accaduto. L’ipotesi di reato è incendio colposo, al momento non ci sono indagati.

D’altra parte, mercoledì mattina, in pochi minuti un incendio (probabilmente causato da un corto circuito), si è “mangiato” il tetto di un prefabbricato fatiscente, che era stato messo lì sette anni fa come risposta provvisoria a una carenza di spazi che in tutto questo tempo nessuno ha risolto. Il bilancio alla fine è di 150 studenti in fuga, professori e bidelli che si improvvisano vigili del fuoco, mille ragazzi evacuati dai plessi vicini e tre intossicati: oltre ai due studenti intossicati, che se la sono cavata con un referto di due giorni, è finito al pronto soccorso anche un bidello (prognosi di cinque giorni).

L’Ipia dell’istituto Ferraris Brunelleschi, di fatto, non c’è più. E al momento non è neanche chiaro se quel prefabbricato potrà essere recuperato. «Una decisione - spiega il delegato all’istruzione dell’Unione, Simona Rossetti - sarà presa soltanto quanto avremo una stima dei danni». Che ancora non c’è. E poi c’è da fare i conti con l’inchiesta, che inevitabilmente finirà per allungare i tempi: al momento l’immobile è sigillato. Ieri i vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo accurato, per poi trasmettere tutti gli atti alla Procura che vuole capire se ci sono difformità tra le certificazioni del prefabbricato e lo stato reale delle cose, a cominciare dall’impianto elettrico. E c’è da capire perché sono partite le fiamme.

Intanto per la “politica” l’unica cosa da fare (come avviene troppo spesso in questo Paese), complice una programmazione decisamente poco lungimirante nel passato, è gestire l’emergenza. Che in questo caso si traduce nella ricerca di aule per permettere agli studenti del Professionale di terminare l’anno scolastico (la didattica è sospesa fino a lunedì). Ne occorrono sette dal 17 maggio al 25 maggio, che scenderanno a quattro aule dal 25 al 10 giugno: alcuni studenti infatti, in questo periodo, faranno alcuni stage fuori dalla scuola (già programmati da tempo): «Abbiamo fatto una serie di sopralluoghi - conferma Rossetti - ma avremo un quadro completo soltanto domani». Oggi infatti è in programma un summit tra tecnici e amministratori di Unione di Comuni e Città Metropolitana con i dirigenti scolastici degli istituti empolesi. Di fatto quattro delle sette aule sono state individuate all’interno di un’altra scuola , ma ne mancano ancora tre per completare il puzzle. E il confronto con i presidi si preannuncia abbastanza teso, visto che gli spazi sono già pochi. Tuttavia una soluzione-ponte fino a giugno si troverà. Ma c’è da capire - ed è questo il nodo - cosa accadrà da settembre. Ed è su questo punto che si rischia il caos assoluto. Al tavolo ci sarà anche Daniela Mancini, che guida l’Iis Ferraris Brunelleschi: «Credo anche alla luce dell’inchiesta della magistratura i tempi di un eventuale intervento si allungheranno». Sulle condizioni del maxi-container: «Non spettava a noi andare a cercare soldi: il compito semmai era degli enti, che conoscevano perfettamente la situazione. Il problema è che per un periodo neanche chi era il referente dell’Unione».

Nel frattempo il sindaco di Empoli, Brenda Barnini assicura il massimo impegno per il reperimento di soldi: «Problemi di questo tipo si affrontano solo con una programmazione fatta per tempo e con risorse adeguate destinate agli investimenti. Oltre ad affrontare l'emergenza degli spazi ci siamo già mossi per interessare Regione e Governo e chiedere fondi straordinari. Empoli ha una popolazione studentesca di poco superiore al 10% dei cittadini residenti nel suo territorio: nell'anno scolastico che si sta per concludere sono stati 5.679 per gli alunni delle scuole superiori nella nostra città. Sono ragazze e ragazzi di Empoli, ma anche che si muovono ogni giorno dai comuni limitrofi, non solo dell'Empolese Valdelsa. L'amministrazione comunale è ben disposta a collaborare con le istituzioni superiori per progettare nuove e adeguate sedi per accogliere gli studenti. È evidente però come il peso economico di queste opere non possa ricadere sulle spalle dei cittadini empolesi. Vorrei ringraziare - conclude il sindaco - i vigili del fuoco e i docenti che si sono fin da subito prodigati per lo spegnimento delle fiamme, diminuendo drasticamente le conseguenze del rogo. L'amministrazione comunale si è subito mossa per aiutare gli uffici della Città Metropolitana nella ricerca di una soluzione temporanea per ospitare gli studenti dell'Ipia che si trovano senza aule».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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