Scatta l’inchiesta sulla scuola, sequestrato il prefabbricato
Il rogo all'Ipia smaschera le lacune di Città e Unione, non c’è una stima ufficiale dei danni. Quattro classi faranno lezione in un altro istituto di Empoli, si cerca un posto per le altre tre
EMPOLI. Dopo le fiamme, il caos. E i sigilli. Il giorno dopo l’incendio che ha devastato il prefabbricato (provvisorio... dal 2008) dell’Ipia c’è da trovare sette aule per permettere agli studenti di completare l’anno scolastico. Ma l’impresa non è semplice. Anche perché entrano in ballo intrecci di competenze tra Unione e Città Metropolitana (che proprio non riescono a decollare singolarmente e di conseguenza fanno fatica a dialogare tra loro e con l’esterno), presidi che proprio non ci stanno ad aprire le porte ad altri studenti, perché i loro istituti già scoppiano. E tra rimpalli di responsabilità, riunioni e polemiche, l’unica certezza è rappresentata dal sequestro del maxi-container, effettuato dai vigili del fuoco su disposizione della procura di Firenze, che ha aperto un’inchiesta per fare luce su quanto è accaduto. L'ipotesi di reato è incendio colposo, al momento non ci sono indagati. D’altra parte, mercoledì mattina, in pochi minuti un incendio (probabilmente causato da un corto circuito), si è “mangiato” il tetto di un prefabbricato fatiscente che era stato messo lì sette anni fa come risposta provvisoria a una carenza di spazi che in tutto questo tempo nessuno ha risolto. Il bilancio alla fine è di 150 studenti in fuga, professori e bidelli che si improvvisano vigili del fuoco, mille ragazzi evacuati dai plessi vicini e tre intossicati: oltre ai due studenti intossicati, che se la sono cavata con un referto di due giorni, è finito al pronto soccorso anche un bidello (prognosi di cinque giorni).
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.11420153:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11420153:1652176815/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L’Ipia dell’istituto Ferraris Brunelleschi, di fatto, non c’è più. E al momento non è neanche chiaro se quel prefabbricato potrà essere recuperato. «Una decisione - spiega il delegato all’istruzione dell’Unione, Simona Rossetti - sarà presa soltanto quanto avremo una stima dei danni». Che ancora non c’è. E poi c’è da fare i conti con l’inchiesta, che inevitabilmente finirà per allungare i tempi: al momento l’immobile è sigillato. Ieri i vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo accurato, per poi trasmettere tutti gli atti alla Procura che vuole capire se ci sono difformità tra le certificazioni del prefabbricato e lo stato reale delle cose, a cominciare dall’impianto elettrico. E c’è da capire perché sono partite le fiamme.
Intanto per la “politica” l’unica cosa da fare (come avviene troppo spesso in questo Paese), complice una programmazione decisamente poco lungimirante nel passato, è gestire l’emergenza. Che in questo caso si traduce nella ricerca di aule per permettere agli studenti del Professionale di terminare l’anno scolastico (la didattica è sospesa fino a lunedì). Ne occorrono sette dal 17 maggio al 25 maggio, che scenderanno a quattro aule dal 25 al 10 giugno: alcuni studenti infatti, in questo periodo, faranno alcuni stage fuori dalla scuola (già programmati da tempo): «Abbiamo fatto una serie di sopralluoghi - conferma Rossetti - ma avremo un quadro completo soltanto domani».
Venerdì 15 maggio infatti è in programma un summit tra tecnici e amministratori di Unione di Comuni e Città Metropolitana con i dirigenti scolastici degli istituti empolesi. Di fatto quattro delle sette aule sono state individuate all’interno di un’altra scuola , ma ne mancano ancora tre per completare il puzzle. E il confronto con i presidi si preannuncia abbastanza teso, visto che gli spazi sono già pochi. Tuttavia una soluzione-ponte fino a giugno si troverà. Ma c’è da capire - ed è questo il nodo - cosa accadrà da settembre. Ed è su questo punto che si rischia il caos assoluto. Al tavolo ci sarà anche Daniela Mancini, che guida l’Iis Ferraris Brunelleschi: «Credo anche alla luce dell’inchiesta della magistratura i tempi di un eventuale intervento si allungheranno». Sulle condizioni del maxi-container: «Non spettava a noi andare a cercare soldi: il compito semmai era degli enti, che conoscevano perfettamente la situazione. Il problema è che per un periodo neanche chi era il referente dell’Unione».
Nel frattempo il sindaco di Empoli, Brenda Barnini assicura il massimo impegno per il reperimento di soldi: «Problemi di questo tipo si affrontano solo con una programmazione fatta per tempo e con risorse adeguate destinate agli investimenti. Oltre ad affrontare l'emergenza degli spazi ci siamo già mossi per interessare Regione e Governo e chiedere fondi straordinari. Empoli ha una popolazione studentesca di poco superiore al 10% dei cittadini residenti nel suo territorio: nell'anno scolastico che si sta per concludere sono stati 5.679 per gli alunni delle scuole superiori nella nostra città. Sono ragazze e ragazzi di Empoli, ma anche che si muovono ogni giorno dai comuni limitrofi, non solo dell'Empolese Valdelsa. L'amministrazione comunale è ben disposta a collaborare con le istituzioni superiori per progettare nuove e adeguate sedi per accogliere gli studenti. È evidente però come il peso economico di queste opere non possa ricadere sulle spalle dei cittadini empolesi. Vorrei ringraziare - conclude il sindaco - i vigili del fuoco e i docenti che si sono fin da subito prodigati per lo spegnimento delle fiamme, diminuendo drasticamente le conseguenze del rogo. L'amministrazione comunale si è subito mossa per aiutare gli uffici della Città Metropolitana nella ricerca di una soluzione temporanea per ospitare gli studenti dell'Ipia che si trovano senza aule».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
