Gioco
Scuola in fiamme, mille in fuga
Incendio nel prefabbricato del Professionale, due ragazzi intossicati: è polemica
EMPOLI. Il fumo spunta da terra, proprio davanti all’ingresso. Poi l’incendio. Che avvolge la colonna che accoglie i cavi dell’impianto elettrico. Il rogo “corre” velocemente, fino a raggiungere il sottotetto. In poche decine di secondi la copertura è avvolta dalle fiamme. Centocinquanta studenti fuggono dalle nove aule, mentre insegnanti e bidelli vanno a caccia di estintori. Il panico spazza via le lezioni nel prefabbricato adiacente all’istituto professionale del Ferraris Brunelleschi di via Sanzio a Empoli. Proprio così, un prefabbricato. Installato qui nel 2008 come soluzione provvisoria alla carenza di aule, in attesa della nuova scuola, che poi è stata costruita ma in versione ridotta (per mancanza di fondi). Così il container, sette anni dopo, è ancora lì, l’unica differenza è che nel frattempo è ridotto in condizioni fatiscenti. E ieri - probabilmente a causa di un corto circuito - ha rischiato di trasformarsi in una maledetta trappola. Alla fine il bilancio è di 150 studenti in fuga, altri mille evacuati (nei plessi vicini) e due ragazzi rimasti intossicati: trasportati al pronto soccorso di Empoli, sono stati poi dimessi nella giornata di ieri.
Sono le 9.05. Alcuni studenti vedono del fumo uscire da terra, dalla base di una colonna dell’impianto. C’è chi filma il rogo, chi scatta fotografie. Ma anche chi grida e chi scappa il più lontano possibile. L’intervento degli insegnanti e del personale Ata è immediato: «Ci siamo accertati che all’interno non ci fosse più nessuno – racconta Giampaolo Morsellino, insegnante di laboratorio – poi abbiamo preso gli estintori, cercando di limitare le fiamme, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco». Che è stato immediato, con l’incendio che è stato rapidamente domato e poi sono partite le operazioni di bonifica e messa in sicurezza.
Ma nel frattempo la colonna di fumo è ben visibile da tutta la città, con i cellulari dei ragazzi che vengono tempestati di telefonate di genitori preoccupati. Alcuni dei quali si precipitano all’esterno dell’istituto per sincerarsi delle condizioni dei figli e capire di persona l’entità dell’incendio e dei danni: «È una vergogna - sbotta una mamma - nessuno dalla scuola ci ha informati di ciò che è successo».
Nel frattempo intervengono anche i soccorritori del 118, polizia e carabinieri, oltre agli agenti della polizia municipale dell’Unione dei Comuni, che chiudono via Sanzio per motivi di sicurezza. Per la stessa ragione viene disposta l’evacuazione anche del plesso principale del Ferraris Brunelleschi (una struttura realizzata nei primi anni Settanta) e dell’ala nuova (costata quasi sei milioni di euro e inaugurata nel 2012): «Il provvedimento - spiega la dirigente Daniela Mancini – stato suggerito dai vigili del fuoco in quanto il vento avrebbe potuto propagare i fumi anche negli edifici adiacenti».
Restano in classe, invece - per decisione del dirigente scolastico - i ragazzi del Pontormo, nonostante l’edificio si trovi a pochi metri dall’incendio.
Due ragazzi vengono trasportati al pronto soccorso del San Giuseppe da una mamma: «Mio figlio ha respirato troppo monossido di carbonio - racconta Gianna Buonagura - per cui hanno dovuto mettergli l’ossigeno per facilitarlo nella respirazione». Fortunatamente sono stati dimessi nella giornata di ieri.
Spente le fiamme, però, si contano i danni, che hanno interessato tutta la struttura, con la copertura andata completamente distrutta, al punto che - al momento - non è neanche chiaro se sarà recuperabile: una stima dei danni sarà fatta nelle prossime ore, ma si viaggia nell’ordine delle decine di migliaia di euro. E divampano inevitabilmente le polemiche. Nel mirino il prefabbricato costruito da Provincia di Firenze e Circondario Empolese Valdelsa nel 2008. Ora la competenza è passata alla Città Metropolitana fiorentina, con manutenzione a carico dell'Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa: «Doveva essere una sistemazione temporanea - spiega il professore Marco Brusamolino, responsabile del plesso -. E invece siamo ancora qui. In passato abbiamo più volte denunciato le cattive condizioni della struttura. Se davvero sarà accertato che l'incendio è partito da un quadro elettrico, sarà la riprova che è non sono stati fatti interventi di manutenzione adeguati».
Carenze denunciate a più riprese anche dagli studenti: «Io ho filmato tutto - racconta Nicolas Morelli - affinché nessuno desse la colpa a noi di quanto è successo. E' da tempo che chiediamo la messa in sicurezza di questa struttura, siamo stati anche all'Unione, ma nessuno è intervenuto. Tutti sanno in quali condizioni facciamo lezione e che - per esempio - piove all'interno delle aule. Ma nessuno interviene. Ci rimbalzano da un ente all'altro e non fanno niente». Gli fa eco il rappresentante degli studenti, Simone Terreni: «Ora vogliono sistemarci tutti all'interno del plesso principale, al terzo piano . Ma anche qui la situazione è pessima».
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