Il dolore
Scatta la task-force contro gli abusivi
Parrucchieri, estetisti e tatuatori: Falorni accoglie le richieste di Cna e annuncia il giro di vite
EMPOLI. E’ lotta all’abusivismo e alle irregolarità sugli orari di apertura nel settore dei parrucchieri, estetisti e tatuatori. Dall’assemblea tenuta alcuni giorni fa tra le istituzioni e gli operatori di categoria, infatti, è emerso un documento che traccia le linee guida. Il sindaco di Castelfiorentino e delegato alle attività produttive dell’Unione dei Comuni si è impegnato a combattere l’abusivismo attraverso sistemi informatici come il software Tosca (che incrocia i dati economico-reddituali dei cittadiuni), un tavolo con le autorità di controllo (Asl, Inps, Inail, Guardia di Finanza, Ispettorato del lavoro e Polizia municipale) e la creazione di una task force di vigili che saranno preposti ai sopralluoghi. «Gli operatori del settore hanno ottenuto ciò che da tempo chiedevano – spiega Alba Di Marino, referente di categoria e membro della presidenza della Cna di zona – e cioè un maggiore controllo sulle irregolarità che ci sono e danneggiano gravemente il comparto. Questo è il frutto di un lungo lavoro di consultazione e di concertazione con la maggioranza dei professionisti che hanno a cuore i problemi della propria categoria. I controlli riguarderanno tutte le forme di abusivismo, anche grazie alle nuove tecnologie a disposizione degli enti locali, ma anche il rispetto dell’orario che gli operatori stessi hanno voluto mantenere invariato».
E’ stata risolta in questo modo, cioè con un questionario a cui i più hanno risposto a favore del mantenimento delle 53 ore settimanali, tra chi chiedeva la liberalizzazione delle aperture e chi invece voleva rimanere con il medesimo impianto del passato.
«Il sindaco Falorni – continua Di Marino – ha fatto presente che l’Unione ha un regolamento comune, ma sull’orario di lavoro ogni comune ha la libertà di decidere in autonomia. Così ha redatto e inoltrerà a tutte le amministrazioni un atto di indirizzo al quale ognuna dovrà attenersi». I negozi, dunque, dovranno rispettare le 53 ore settimana, pur avendo la possibilità di distribuire le ore nell’arco della giornata nel lasso tra le 7 e le 22.
L’orario definitivo dovrà obbligatoriamente essere affisso sulla vetrina. «La liberalizzazione dell’orario di lavoro è vista dalla maggioranza della categoria in maniera sfavorevole – conclude la rappresentante di Cna – questa è stata l’espressione inequivocabile dei più che si sono presentati all’assemblea. Un orario libero, infatti, non cambierebbe di fatto l’introito considerando anche le maggiori spese che ciò comporterebbe. Inoltre, visto che questa attività è svolta prevalentemente da donne, liberalizzare le aperture sacrificherebbe ulteriormente la famiglia». (m.p.)
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