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Dietrofront di Torrigiani: «Andrò a votare»

Dietrofront di Torrigiani: «Andrò a votare»

Il consigliere comunale empolese annulla lo “sciopero”: «La mia era una provocazione»

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EMPOLI. «Ribadisco con ancora maggiore vigore le questioni politiche di merito sollevate, ma il 31 maggio mi recherò a votare, in quanto consigliere comunale e rappresentante delle istituzioni, impegnandomi ancora di più ad avvicinare le persone alla politica, nell'ottica di un rapporto sempre più positivo». Dietrofront di Filippo Torrigiani (Pd), che pochi giorni fa aveva lanciato lo “sciopero del voto”, invitando i cittadini a non andare alle urne « per protestare contro «errori e silenzi del Pd, tra scuole a pezzi, acqua pubblica svenduta e Italicum». Una presa di posizione che aveva scatenato la reazione del segretario del Partito democratico di Empoli, Jacopo Mazzantini, che aveva etichettato l’ex assessore come “irresponsabile”. Ora Torrigiani torna sui suoi passi, spiegando che «con il “non voto” ha volutamente lanciato una provocazione alla politica, allo scopo di suscitare una reazione finalizzata all'assunzione di responsabilità precise da parte del Partito, a cui tutti noi teniamo molto, nel momento in cui si chiede il voto ai cittadini».

Quindi spiega: «E' assai probabile che l'astensionismo divenga il primo vincitore delle prossime elezioni regionali. Ritengo che si debba evitare di liquidare l'astensionismo semplicemente con una battuta sull'irresponsabilità di coloro che non votano. Il non voto (quando apertamente dichiarato e motivato politicamente da questioni di merito) non ha affatto il significato del tradimento "verso coloro che sono morti per darci il diritto di votare", come afferma l'amico e compagno Mazzantini nella sua replica. E' evidente come, il serpeggiante astensionismo diffuso, rappresenti non solo il disagio profondo della gente, quale conseguenza della crescente disaffezione verso la politica, ma anche uno scoglio in più per gli esponenti che saranno eletti alle prossime tornate elettorali».

«Il punto quindi non è Torrigiani, bensì rendere partecipi le persone, riappropriarsi di una modalità di confronto con la società contribuendo a restituire quella fiducia che gli elettori hanno ampiamente dimostrato di avere perduto. Non dovremmo attardarci ulteriormente. Ci sono - spiega il consigliere comunale - questioni di merito sul tappeto che attendono risposte concrete, che tuttavia tardano ad arrivare; ho posto il tema della trasparenza riguardo l'incandidabilità di alcuni esponenti del Partito inquisiti, dell'acqua pubblica e del mancato rispetto dell'esito dei referendum, che non prescinde ovviamente da una valutazione sulle partecipate nella nostra zona. C'è poi tutta la partita della scuola e del patrimonio edilizio che necessita di interventi urgenti, dell'Unione dei comuni che ancora non è decollata, e dell'area metropolitana che di fatto risulta essere pesantemente "fuori asse" rispetto ai problemi della nostra realtà; la lista è lunga e si potrebbe estendere, naturalmente, ad opere pubbliche come la realizzazione della 429».

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