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MAXI-TRANSAZIONE SNAI-BARCREST

Vincita “fantasma” da 1 milione speranze per un empolese

EMPOLI. Venticinque milioni di euro. Questo è stato il prezzo del "baco" informatico che, il 16 aprile del 2012, fece impazzire di gioia centinaia di giocatori delle videolotterie Snai che si videro...

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EMPOLI. Venticinque milioni di euro. Questo è stato il prezzo del "baco" informatico che, il 16 aprile del 2012, fece impazzire di gioia centinaia di giocatori delle videolotterie Snai che si videro premiare con ticket di vincite di centinaia di migliaia di euro o, in qualche caso, di milioni. A pagare è stata la Barcrest, società inglese che gestiva le videolotterie, raggiungendo così un accordo transattivo con la Snai. La quale ha in corso oltre 90 cause coi vincitori-non vincitori, che solo in poche occasioni si sono visti però dare ragione. Quel giorno , il malfunzionamento del sistema gestito da Barcrest aveva portato all'erogazione di vincite per circa 400 milioni di euro in tutta Italia. Vincite che però, secondo Snai e secondo l'analisi del sistema elettronico, non ci sarebbero mai state. Ma chi si era trovato in mano un ticket che dava diritto al jackpot di 500.000 euro (o, in alcuni casi, di cifre di molto superiori) certo non era stato soddisfatto da questa spiegazione. E allora erano partite 92 cause contro Snai, compresa quella di un empolese che reclamava quasi un milione. Ora l'accordo raggiunto, per 25 milioni, potrebbe anche accelerare l'accordo coi vincitori o, almeno, con quelli che non intendono proseguire la battaglia in tribunale.

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