Sicurezza
Ladro travestito da prete ruba assegni nella canonica
La perpetua è stata raggirata dall’uomo che si è presentato in tunica nera come inviato del vescovo Le ha detto che doveva ritirare un documento e, in un momento di distrazione della donna, ha preso due libretti
EMPOLI. E’ stato un vero e proprio scherzo da prete quello fatto al parroco di Monterappoli e alla sua assistente. E non solo perché sia stato inaspettato e furbesco, ma anche e soprattutto perché l’autore del raggiro è stato un prete, anche se fasullo. Un uomo di mezza età, moro e italiano, con la canonica tunica nera e il colletto bianco si è presentato nella frazione empolese chiedendo della chiesa di San Lorenzo. Ha parlato con alcune persone del paese dicendo di chiamarsi don Enrico e raccogliendo alcune informazioni sulla parrocchia e sul parroco, don Vincenzo Mugnaini. Quindi si è diretto alla chiesa e, constatato che il parroco stesso non era presente, si è rivolto alla sua assistente. Le ha detto che era stato inviato dal vescovo di Firenze e che doveva ritirare un documento da don Vincenzo. L’assistente del prete, che oltre alla chiesa di San Lorenzo ha l’incarico anche per la pieve di San Giovanni sempre a Monterappoli, ha temporeggiato chiedendo se era possibile aspettare il sacerdote che sarebbe tornato di lì a poco.
Lui non le aveva lasciato detto niente sulla possibilità di quella visita, anche se le richieste mirate e l’abbigliamento insospettabile del truffatore non facevano pensare a niente di equivoco o pericoloso. Il finto prete, però, ha fatto pressione per entrare perché la pratica era urgente e sarebbe dovuto tornare in diocesi al più presto. Vista l’importanza del documento, don Vincenzo con ogni probabilità lo aveva lasciato direttamente sulla sua scrivania. Così, di fronte ad un travestimento tanto azzeccato e ad una messinscena curata, l’assistente lo ha fatto entrare in canonica e lo ha condotto nelle stanze del parroco. Tuttavia, la signora non lo ha mai lasciato solo durante il percorso e ha seguito tutti i suoi spostamenti. Il truffatore si è guardato intorno per un po’, fingendo di cercare il documento. Ha aperto un cassetto e, in un attimo di distrazione della sua accompagnatrice, ha arraffato ciò che di valore aveva trovato: due libretti degli assegni riposti nel cassetto. Quindi è tornato sui suoi passi dicendo che sarebbe ripassato per parlare con il parroco e se ne è andato. L’assistente, probabilmente insospettita dal comportamento del falso prete che prima aveva dichiarato tutta la sua urgenza e che poi si era allontanato senza nemmeno attendere l’arrivo del sacerdote, ha controllato che dalla stanza non mancasse niente, notando il cassetto aperto. Al ritorno di don Vincenzo ha accertato che non c’era nessun documento da consegnare al vescovo. Colui che si era presentato la mattina era un truffatore e dal cassetto erano stati portati via i libretti degli assegni. Quindi la chiamata ai carabinieri, che hanno raccolto la denuncia e hanno immediatamente fatto bloccare, attraverso i numeri di serie, gli assegni che erano stati rubati.
Marco Pagli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
