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Empoli

Torrigiani “sciopera” contro il Pd «Errori e silenzi, disertiamo le urne»

di Francesco Turchi
Torrigiani “sciopera” contro il Pd «Errori e silenzi, disertiamo le urne»

“Protesta democratica” del consigliere comunale: «Scuole a pezzi, acqua pubblica svenduta, Italicum: mi faccio violenza ma serve un segnale importante ai vertici locali e nazionali del partito»

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EMPOLI. «Il 31 maggio non andrò a votare. E spero che tanti empolesi facciano altrettanti. Dobbiamo mandare un segnale importante ai vertici del partito, sia a livello nazionale, che locale». Una scelta sofferta per uno cresciuto a pane, politica e feste de l’Unità «che per anni ha attaccato i manifesti elettorali e dedicato serate e giornate di ferie al partito». E che attualmente è consigliere comunale, dopo essere stato, appena un anno fa, candidato alle primarie per sindaco di Empoli.

Secondo Filippo Torrigiani l’Italicum è soltanto la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo, complici le politiche di un Pd che fa fatica a riconoscere ma che non pensa assolutamente di lasciare: «E perché dovrei? Semmai lo facciano coloro che sono saliti sul carro del vincitore. Questo partito è anche mio, gli voglio bene».

Anche se alcune ferite non si sono mai del tutto rimarginate. A cominciare dalle dimissioni da assessore del Comune di Empoli dell’estate 2012 per la vicenda legata a retribuzioni e permessi usufruiti in qualità di dipendente di Acque: «In realtà fui dimissionato dalla segreteria del Pd (allora guidato da Andrea Campigli, ndr) senza mai essere stato indagato dalla magistratura, per una questione che non esisteva. La stessa segreteria che, nonostante avessi inviato una lettera all'allora capogruppo (Maurizio Alderighi, ndr), non sentì il bisogno di confrontarsi con me. Se non fossi una persona buona, mi verrebbe da pensare che, il mio defenestramento, era già stato deciso. Oggi il mio partito candida persone rinviate a giudizio e ha, al governo nazionale, alcuni esponenti indagati. Io sono stato dimissionato ed infangato per non aver commesso nessun reato: perché queste persone, che hanno in tasca la mia stessa tessera, non vengono dimissionate?».

Ora, in vista delle elezioni, Torrigiani lancia lo “sciopero del voto”, invitando ad aderire «i simpatizzanti e i militanti del Pd. L’obiettivo? Se dall’Empolese Valdelsa, che è l’area più “renziana” d’Italia - arrivasse un segnale importante, magari qualcuno si potrebbe anche fare delle domande...».

«La legge elettorale “Italicum” crea di fatto un presidenzialismo: occorre un Senato eletto direttamente dai cittadini per riequilibrare i poteri dello Stato. E comunque le riforme istituzionali vanno scritte insieme a tutti i partiti politici e non possono essere, in nessun modo, appannaggio di un presidente del consiglio come Matteo Renzi che, se pur rappresentativo, non è mai stato eletto direttamente dai cittadini».

Ma anche a livello locale sono le cose non vanno meglio: «Bisogna prendere atto della protesta “trasversale” degli insegnanti sulla riforma della scuola: credo che gli insegnanti, non siano tutti rappresentativi della sinistra del Pd. Molte scuole cadono a pezzi, e gli spazi non sono sufficienti. Chi se ne deve far carico? Le Province che sono state chiuse? Oppure la Città Metropolitane che non hanno neppure i soldi per lo sfalcio del verde?».

Ma - secondo Torrigiani - ci sono anche altre questioni sulle quali nessuno dei candidati dell’Empolese Valdelsa (Serena Buti, Luca Belcari, Denise Latini, Enrico Sostegni) «ha avuto il coraggio di prendere posizione. Penso alla vicenda dell’acqua pubblica. Si sta andando, di fatto, verso una "svendita" del controllo pubblico in favore dell’azienda Acea di Roma, tutto ciò nel silenzio assordante di molti amministratori, e nonostante, nei giorni scorsi, si sia tenuta un'assemblea pubblica dove, i lavoratori del comparto idrico e la Cgil, abbiano chiesto garanzie rispetto al risultato del referendum del 2011, quando 27 milioni di italiani stabilirono che l’acqua doveva restare pubblica».

Per tutti questi motivi «pur facendomi una violenza, il 31 maggio non mi recherò a votare alle elezioni regionali. Spero che altri empolesi, seguano la mia decisione. Dobbiamo dare un segnale forte e chiaro al partito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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