Finanza
Cgil contro Pd, dopo il corteo un confronto
Toni caldi tra il sindacalista Brotini e il segretario Bertini. Da qui è stato deciso un incontro sul Jobs act
Che si prevedesse un Primo maggio burrascoso si sapeva già, viste le divergenti posizioni sul mondo del lavoro tra la Cgil e il Partito Democratico, che nell'Empolese Valdelsa esprime undici sindaci su undici. E infatti è andata così, sia a Fucecchio che a Empoli. Ma veniamo all'episodio che ha animato il Primo maggio fucecchiese, a causa di un battibecco tra l'esponente della segreteria regionale del sindacato Maurizio Brotini e alcuni esponenti del Pd locale, che ne hanno contestato le parole contro il governo Renzi da sotto il palco. Ecco la cronaca dei fatti: a Brotini - dopo le consuete celebrazioni - viene affidato il comizio finale, che però non trova il consenso della dirigenza locale del Pd, in primis il segretario Leonardo Bertini. Passano i minuti, il clima si scalda un po' finché le due parti si confrontano in maniera accesa - ma rispettosa - alla fine del comizio, tra posizioni più che divergenti: « Le premesse di questo appuntamento a Fucecchio - queste le parole del segretario del Pd locale Bertini - non erano delle migliori e purtroppo alla fine del tradizionale comizio mi sono trovato a confrontarmi in modo piuttosto acceso con Maurizio Brotini della segreteria Cgil. Credo che i valori e i diritti dovrebbero precedere, in un giorno così importante, le mere logiche populistiche e campanilistiche che attanagliano in una morsa stretta e tremenda la normale dialettica politica. Per questi motivi ho richiesto a Brotini un incontro pubblico per confrontarsi in modo costruttivo sul tema del lavoro: ci sentiremo nei prossimi giorni e spero proprio che ci siano le premesse per dare l’opportunità a tutti di comprendere le ragioni emerse oggi in piazza con toni e modi sbagliati, specialmente per quei cittadini che hanno assistito all’acceso - ma civile - confronto». Un incontro pubblico, insomma, che Brotini non teme: «Un incontro sugli effetti del Jobs Act? Certo che si, mi fanno un favore. Devo dire che in passato avevo già ricevuto contestazioni ma mai da dirigenti di un partito: il Primo maggio è la festa dei lavoratori e sono i loro rappresentanti a dover parlare. Se i dirigenti del Pd non erano d'accordo se ne potevano andare, non era un dibattito, era un comizio. Oppure potevano evitare di dire che le mie erano falsità perchè ci sono altri modi per esprimere il proprio dissenso».
Una situazione surreale, che si è ripetuta più o meno anche a Empoli, dove i dirigenti del sindacato hanno apertamente contestato le politiche renziane sul lavoro davanti a qualche migliaio di empolesi. E di fronte alle bandiere del Pd. I sindaci dell'Unione dei Comuni nei giorni scorsi avevano detto no alle strumentalizzazioni precisando che " La festa dei lavoratori è di tutti quelli che considerano centrale il lavoro". E dal corteo organizzato dalla Sinistra più radicale insieme a Intifada e Iskra sono partite anche contestazioni ai negozi aperti (che sono stati chiusi simbolicamente) e contro Manpower per la presenza dell’azienda all’Expo. (m.s.)
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