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Cassa integrazione alla Colorobbia

Marco Pagli
La Colorobbia a Sovigliana
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La Colorobbia a Sovigliana

A Vinci tutti i dipendenti, eccetto i dirigenti, saranno interessati dal procedimento 

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VINCI. La cassa integrazione torna a bussare alla porta dello stabilimento Colorobbia Italia di Sovigliana. Tre mesi, per quanto riguarda quest’ultima tranche, che sono stati richiesti dall’azienda del gruppo Bitossi per tutto il corpo dei dipendenti.Gli unici esclusi da questo nuovo procedimento saranno i dirigenti. Il periodo includerà il mese di aprile e andrà avanti fino a luglio prossimo. Questo periodo di cassa non è il primo che viene richiesto all’interno dell’azienda che ha la propria sede legale nel comune di Vinci.

Il primo ricorso alla cig avvenne nel corso del 2013 con il coinvolgimento di circa 120 dei suoi dipendenti a rotazione per un periodo più lungo, all’incirca un anno a partire dal giugno di quell’anno fino allo stesso mese dell’anno scorso.A portare alla decisione di tornare a fare uso dell’ammortizzatore sociale è la situazione di grave crisi che sta continuando a colpire il mercato dell’edilizia. Come si legge direttamente sul sito di Colorobbia Italia, infatti, l’azienda “ricerca, produce e commercializza materiali idonei alla realizzazione di piastrelle ceramiche. Colorobbia Italia inoltre svolge attività di progettazione e sviluppo di piastrelle: dai prototipi realizzati in laboratorio fino alla loro industrializzazione presso i clienti”. L’impresa “si posiziona nel mercato ceramico globale, come un fornitore leader per ampiezza e qualità della gamma prodotti, oltre che per le ingenti risorse finanziarie investite in ricerca ed innovazione”.

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Un ambito questo fortemente penalizzato dalla stagnazione del mercato immobiliare e dallo stallo che sta vivendo il comparto delle costruzioni. Questa situazione si sconta principalmente sul fronte interno, ma non mancano strascichi che riguardano anche il mercato estero sul quale Colorobbia è presente in prima linea con stabilimenti sparsi in tutta Europa, Asia e America Latina. La richiesta di cassa integrazione, tra l’altro, è stata avvallata dallo stesso sindacato e nella fattispecie dalla confederazione dei chimici Cgil.Un assenso, quello della Filctem, legato al ridotto periodo di applicazione e al fatto che nel procedimento sono coinvolti quasi tutti i dipendenti, in modo da spalmarsi in maniera meno pesante su più lavoratori.
 

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