Sicurezza
L’ex tribunale nell’oblio tra graffiti e infiltrazioni
Viaggio tra montagne di faldoni e finestre aperte nell’edificio chiuso da 20 mesi Potrebbe ospitare giudice di pace e Unione ma intanto è abbandonato al suo destino
EMPOLI. Montagne di faldoni, finestre aperte, infiltrazioni. Computer e fotocopiatrici abbandonati. Graffiti, porte forzate. Venti mesi dopo la chiusura, l’immobile (di proprietà del Comune) dell’ex tribunale è una culla di degrado figlio del menefreghismo e della negligenza. A cominciare da coloro (in questo caso il Ministero) che l’hanno lasciato in queste condizioni, con un trasloco fatto a metà. Perché se davvero quelle cataste di libri, documenti e faldoni (magari contenenti dati sensibili) sono soltanto carta da macero, allora dovevano essere buttati. In caso contrario avrebbero dovuto finire altrove, magari in qualche archivio. Sicuramente la loro giusta collocazione non è quella attuale.
Ma c’è di più. Almeno cinque-sei finestre dell’immobile sono state lasciate aperte. Non si sa quando e da chi, ma il risultato è scontato e lo si vede anche dall’esterno: la pioggia ha fatto danni, come dimostrano le macchie sui soffitti con conseguente caduta di calcinacci.
E intanto le pareti esterne sono stati completamente ricoperte con scritte e graffiti. Insomma, mentre ancora ci si interroga sulla sua futura destinazione, l’immobile di via Sanzio a Empoli è completamente abbandonato al proprio destino. Con il rischio che venga trasformato in rifugio di tossici o senzatetto, oppure meta di scorribande dei vandali. Perché - come dimostrano i segni intorno alle serrature - qualcuno ha già provato a entrare, senza riuscirci (per ora).
Nel frattempo l’amministrazione comunale non ha ancora deciso cosa farne. Dopo la soppressione del tribunale, avvenuta nel settembre 2013, si era parlato di trasferirci la polizia municipale, ma poi l’idea è tramontata. Il sindaco Brenda Barnini l’ha individuato come possibile sede del giudice di pace, anch’esso soppresso (come a Castelfiorentino) un anno fa, dopo che i Comuni della passata legislatura si erano rifiuti di accollarsi le spese (circa 180.000 euro l’anno) per il mantenimento. I “nuovi” sindaci però hanno idee diverse e nel novembre scorso l’Unione ha chiesto al governo la riapertura dei termini «per presentare da parte degli enti locali interessati, la documentazione necessaria relativa alla dotazione di personale richiesto senza oneri per lo Stato».
«I contatti con il Ministero - fanno sapere dal municipio di Empoli - proseguono anche grazie all’interessamento dell’associazione degli avvocati. Ma per il momento non ci sono novità in questo senso». E comunque l’immobile verrebbe occupato soltanto in parte dal giudice di pace, che - almeno questa è l’idea più concreta - potrebbe condividere gli spazi con gli uffici dell’Unione dei Comuni.
Il contratto di locazione per l’attuale “casa” di piazza della Vittoria (145.000 euro all’anno sborsati dalla Città Metropolitana), infatti, scadrà ad agosto e c’è la volontà di trovare una sistemazione decisamente più economica, con l’ex tribunale che avrebbe bisogno soltanto di alcuni interventi di adeguamento. Bocciata invece l’idea di trasformarlo in scuola, nonostante la carenza di almeno dieci aule negli istituti superiori cittadini denunciata nelle scorse settimane dal sindaco Barnini. Una proposta in questo senso è arrivata in consiglio comunale, con una mozione presentata dal gruppo Linea Civica. Ma è stata respinta col voto contrario di tutta la maggioranza (Pd e Questa è Empoli) e favorevole di tutte le opposizioni. L’amministrazione comunale fa sapere che «il sindaco si sta muovendo con la Città Metropolitana per rispondere all’emergenza in un altro modo».
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