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diritti e proteste

Sarà un Primo Maggio di lotta: cortei e comizi contro Renzi

Chiara Capezzuoli
Da sinistra Loredana Polidori, Rossano Rossi e Paolo Grasso della Cgil con il volantino del Primo Maggio
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Da sinistra Loredana Polidori, Rossano Rossi e Paolo Grasso della Cgil con il volantino del Primo Maggio

La Cgil attacca il governo e mette in imbarazzo i sindaci che saliranno sul palco insieme ai sindacalisti. Rossano Rossi: «Con le politiche del lavoro creati eterni precari». Sergio Luschi: «Scuola pubblica affossata». I sindaci: «No a strumentalizzazioni. È la festa di tutti, noi ci saremo»

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EMPOLI. Sarà un Primo Maggio più di lotta che di festa nell'Empolese Valdelsa. Con sei cortei (Empoli, Castelfiorentino, Certaldo, Fucecchio, Gambassi Terme e Montaione) promossi da Cgil, Cisl e Uil, uniti dallo stesso slogan (“La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo”) e da un obiettivo comune: contrastare l’operato del Governo Renzi che, secondo la Cgil, sta andando contro i diritti che i lavoratori si sono conquistati grazie alle loro battaglie.

«Purtroppo quest’anno la parte della lotta sarà predominante rispetto a quella della festa a causa dell’escalation negativa che il governo sta compiendo - spiega il segretario della Camera del lavoro di Empoli, Rossano Rossi -. Siamo nel pieno di una crisi paurosa e le soluzioni messe in campo fino ad oggi da Renzi non stanno dando i risultati visto che tanti posti di lavoro sono stati persi e altri si sono semplicemente convertiti da tempo determinato ad indeterminato. Hanno creato una generazione di eterni precari».
Un attacco senza mezzi termini, in particolare al premier che è anche segretario del Partito Democratico. E inevitabilmente viene da chiedersi come si comporteranno i militanti democratici durante questi cortei, dove difficilmente troveranno spazio le bandiere di un partito attaccato a spada tratta dalla Cgil. E, per lo stesso motivo, si troveranno inevitabilmente in imbarazzo i sindaci (tutti Pd e renziani) che faranno gli onori di casa (esclusa Empoli) per poi cedere la parola agli esponenti di Cgil e Cisl.

E la replica  degli undici sindaci dell'Empolese Valdelsa non si fa attendere: «La festa del lavoro è di tutti. Noi ci saremo per chi un lavoro ce l'ha e chi un lavoro lo cerca- sottolineano -. Chicago 1886, si registrano vittime durante le manifestazioni di operai scioperanti. Era il Primo maggio - scrivono i sindaci - quella data fu scelta definitivamente come ricorrenza della Festa del Lavoro, una festa dedicata a tutti i lavoratori. I sindaci che saranno presenti alle varie manifestazioni e cortei che si terranno nell'Empolese Valdelsa vogliono portare con sé la voce e i diritti di tutti i cittadini e quindi festeggiare il valore del lavoro come fondamento della Repubblica Italiana. Nessuno si può arrogare il diritto di esclusiva della Festa del Lavoro; coloro che strumentalizzano questa ricorrenza hanno completamente dimenticato tutti gli sforzi, i sacrifici e i drammatici episodi che hanno visto decine di lavoratori spendere la loro vita per raggiungere l'obiettivo dell'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore».
Il Primo Maggio «nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti e per migliorare la propria condizione di vita. Festa del lavoro, la festa di chi lavora, ma soprattutto di chi un lavoro lo cerca. È giusto quindi che le rappresentanze sindacali festeggino questa giornata insieme ai lavoratori tutti. Oggi più che mai non possiamo dimenticare quelle persone, donne e uomini, che ogni giorno si impegnano a far riemergere questo Paese da una delicata situazione economica, anche cercando lavoro. Ecco perché ogni sindaco dovrà esserci per rappresentare la propria comunità. Quindi tutti insieme vogliamo dire: 'Primo maggio festa di tutti quelli che considerano centrale il valore del lavoro. Noi ci saremo, saremo tanti e saremo a casa nostra».

Il programma. A Empoli appuntamento in piazza della stazione alle 9.30; poi il corteo con la Zastava Orkestar e alle 11.30 il comizio in piazza della Vittoria con Rossano Rossi (Cgil) e Giuseppe Farina (segreteria Nazionale Cisl); a Castelfiorentino invece, ritrovo alle 8.30 in piazza Gramsci; alle 9 la partenza del corteo con la Filarmonica Verdi; quindi tappa alla Cooperativa Colc ai Praticelli, che offrirà la colazione ai partecipanti; alle 10.45 il saluto del sindaco Alessio Falorni; poi sarà la volta di Stefano Scibetta (Filctem Cgil Firenze). A Certaldo appuntamento in piazza Boccaccio dalle 9.30 con l’esibizione della Filarmonica Show Band “Angiolo Del Bravo”; lo Spi Cgil offrirà merenda e assaggi di dolci mentre l’Auser Verde Argento presenterà la propria attività. Alle 11.30 l’intervento di Alessandro Giorgetti (Funzione Pubblica Cgil Firenze), preceduto dal saluto del sindaco Giacomo Cucini. A Fucecchio ritrovo alle 9.30 in piazza XX Settembre, quindi il corteo per le vie cittadine con la Filarmonica Mariotti e alle 11.30 sul palco di piazza Montanelli saliranno il primo cittadino Alessio Spinelli e Maurizio Brotini (Segreteria Cgil Toscana). A Gambassi Terme il 1° Maggio sarà aperto dal “Cantamaggio” (ore 7), quindi il ritrovo in piazza Roma e alle 11 gli interventi di Massimiliano Fabozzi (Filcams Cgil Firenze) e del sindaco Paolo Campinoti. Infine, a Montaione, ritrovo in piazza Gramsci alle 8,30; il corteo sarà poi accompagnato dalla Filarmonica Donizetti; alle 10.30 presso il teatro del Popolo, sul palco il sindaco Paolo Pomponi, il segretario dello Spi Cgil locale Nilo Ciulli e Alessandro Lippi (segreteria Fillea Cgil Firenze).

«Siamo arrabbiati e vogliamo riprenderci i nostri diritti e giudichiamo i provvedimenti presi dal governo fino ad oggi come offensivi e insanabili - continua Rossano Rossi - la nostra denuncia sociale continua a portare avanti le nostre proposte».
«Sarà un primo maggio di profonda lotta per un paese ed un territorio che soffrono profondamente - aggiunge Sergio Luschi, coordinatore Camera del Lavoro - questo governo ha voluto far fronte alla crisi prendendo provvedimenti che vanno però in senso contrario. L’articolo 18 non esiste più, si continuano a dare voucher ai lavoratori in tutti i settori produttivi e adesso si incentivano le scuole private e si affossano quelle pubbliche».
 

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