Il Tirreno

Empoli

In aumento i disturbi psichici, anche nei bimbi

In aumento i disturbi psichici, anche nei bimbi

Secondo l’Osservatorio S. Anna di Pisa, il dipartimento Salute mentale della Asl 11 è tra le eccellenze

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Organizzazioni sanitarie internazionali e nazionali sono concordi nel ritenere che nei prossimi anni cresceranno i bisogni di salute mentale della popolazione a causa di un sensibile incremento della prevalenza dei disturbi psichici. Entro il 2040 i disturbi depressivi si collocheranno al primo posto fra le cause di morbilità nella popolazione generale e fra le cause di assenza o perdita del lavoro.

E il dipartimento di Salute mentale dell'Asl 11 rappresenta un’eccellenza. Con una organizzazione integrata tra le tre principali unità operative complesse che lo compongono (psichiatria, neuropsichiatria infantile, psicologia), è stato classificato come tra i migliori in Toscana. I dati del Mes, l'Osservatorio del Sant'Anna di Pisa che valuta le performances delle aziende sanitarie locali, colloca la Salute mentale di Empoli al secondo posto - per l'anno 2013 - in tutta la Regione Toscana in termini di qualità della risposta.

Attualmente la prevalenza trattata nella nostra Asl per disturbi psichici nell'adulto è del 25,8 per mille contro una media regionale del 14,5 per mille e del 62,9 nell'infanzia-adolescenza contro una media regionale del 43,2. «Questo significa - ha spiegato il direttore generale dell’Asl Monica Piovi con l’unità operativa nella sede di Casa Gazzarri - che i nostri servizi riescono a raggiungere più popolazione bisognosa di trattamenti rispetto ad altre aree della Toscana. In termini assoluti le persone sopra i 17 anni in carico ai servizi per adulti sono oltre 5100, mentre sono 2400 quelle seguite dall'infanzia adolescenza».

Le aree innovative verso le quali i servizi si stanno muovendo sono quelle che come detto mostrano l'emergere di nuovi bisogni: disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza, in modo particolare l’autismo; disturbi del comportamento alimentare; disturbi gravi della personalità.

«Si tratta di aree critiche non soltanto per la problematicità delle patologie ma perché attraverso di esse si misura uno degli aspetti cruciali della qualità di un servizio, la continuità terapeutica, la capacità cioè di garantire l'alto livello delle prestazioni a prescindere dai luoghi dove viene svolto l'intervento e soprattutto dall'età del fruitore - si spiega - molte patologie cominciano in età infantile o adolescenziale ed è importantissimo che la continuità della presa in carico sia assicurata con il passaggio all'età adulta».(c.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web