Il Tirreno

Empoli

Imprese e privati a caccia di soldi offerte ai Comuni centinaia di case

di Francesco Turchi
Imprese e privati a caccia di soldi offerte ai Comuni centinaia di case

Successo del bando voluto per dare una risposta al boom di famiglie in fila per un alloggio a canone sociale Offerte da tutto il circondario, ora la palla passa alla Regione che deve stabilire l’entità del finanziamento

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Da una parte c’è la necessità dei Comuni di dare risposte concrete all’emergenza abitativa. Dall’altra ci sono decine di imprese edili e cooperative che devono fare i conti con la mancanza di liquidità e un vasto patrimonio immobiliare invenduto, complice la crisi economica che ha praticamente bloccato il mercato. Si spiega così il boom di manifestazioni di interesse arrivate sul tavolo di Publicasa in merito al bando che aveva l’obiettivo di individuare immobili (pronti o quasi) da trasformare in case popolari. Un’operazione promossa dalla Regione Toscana, con la giunta guidata da Enrico Rossi che aveva annunciato di essere pronta a mettere sul piatto 25 milioni di euro: l’atto di acquisto verrebbe formalizzato dai singoli Comuni ma con il contributo al 100% della Regione.

Le caratteristiche. Erano tre le tipologie di complessi immobiliari potenzialmente acquistabili dai Comuni dell’Empolese Valdelsa: residenziali nuovi o integralmente recuperati, immediatamente utilizzabili; complessi residenziali che con limitate opere di riadattamento possono essere destinati in tempi brevi all’edilizia pubblica; e, infine, quelli non destinati alla residenza, che con il cambiamento di destinazione d’uso e limitate opere di adattamento/riadattamento, possono fare al caso dei Comuni, alle prese con la costante carenza di alloggi popolari a fronte di graduatorie infinite, con centinaia di famiglie in fila con il sogno di una casa a canone super-scontato.

I paletti. Ogni “candidatura” viene valutata singolarmente sulla base di una serie di parametri, a cominciare dalle quotazioni dell’Osservatorio mercato immobiliare (che variano in base alla zona) e dalla categoria energetica di appartenenza dell’immobile. In linea di massima, comunque, gli enti locali non potranno spendere una cifra superiore al costo di una nuova costruzione (comprese Iva e spese tecniche), perché l’obiettivo della Regione è quello di avere alloggi subito pronti e aiutare i privati prigionieri del blocco delle compravendite, ma allo stesso tempo senza far lievitare le spese: si andrà - indicativamente - dai 1.100 ai 1.500 euro al metro quadrato. E qui c’è un altro aspetto che dà il termometro della crisi. La stessa operazione era stata tentata anche nel 2009, e anche in quell’occasione arrivarono diverse proposte, ma i prezzi erano al di sopra dei parametri. Stavolta invece buona parte delle manifestazioni d’interesse rientrano nei “paletti” fissati dalla Regione.

La risposta. L’avviso ha colpito nel segno, visto che sono complessivamente ventotto le domande pervenute a Publicasa da parte di cooperative di costruzione, imprese edili, ma anche semplici cittadini disponibili a vendere complessivamente centinaia di case in tutto l’Empolese Valdelsa: una proposta - tanto per fare un esempio - riguarda un maxi-complesso immobiliare con cinquanta appartamenti a Cerreto Guidi; un’altra propone ai Comuni l’acquisto di trenta case a Fucecchio. E così via, da Empoli a Castelfiorentino, passando per Certaldo, Vinci e altre realtà.

La situazione. Publicasa e Unione hanno completato l’iter, trasmettendo le singole proposte alla Regione. E ora sono in attesa di capire se, come e quando arriverà il finanziamento. Con tutta probabilità se ne riparlerà dopo le elezioni regionali del 31 maggio, quando si sarà insediata la nuova giunta. Da capire anche le modalità di ripartizione dei contributi tra le varie zone. Nell’Empolese Valdelsa potrebbero arrivare intorno a 2-2,5 milioni di euro, che in linea di massima potrebbero portare all’acquisto di venticinque case popolari. Un’operazione non certo risolutiva ma che permetterebbe di dare una risposta concreta, seppur parziale, all’emergenza abitativa, e porterebbe una boccata d’ossigeno alle casse di qualche impresa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa