Gioco
Opg al Gozzini, un pericolo scampato
Soddisfazione da destra a sinistra per il dietrofront sulla destinazione degli internati
MONTELUPO. «Avevamo ragione noi». E' tramontata infatti l'ipotesi di trasferimento degli internati dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo nella struttura di Solliccianino. E le opposizioni plaudono a questa soluzione. Tra le ipotesi quella di mandare gli internati a Volterra, nell’ex ospedale.
«Una ipotesi che avevamo a più riprese scongiurato per l'inadeguatezza del Gozzini poiché avrebbe avuto bisogno di una serie di lavori di adeguamento necessari con costi superiori a 7 milioni di euro che tra l'altro avrebbero fatto slittare di almeno un anno il trasferimento dei pazienti, ma nondimeno anche per non perdere un centro di eccellenza quale è sempre stato definito il centro di tutela attenuata di Solliccianino».
Esordisce così il consigliere regionale Nicola Nascosti alla luce di quanto reso noto dallo stesso sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, nel corso del consiglio straordinario dedicato proprio all'Opg. «Ora si tratta di capire dove questi internati dell'Opg dovranno andare - aggiunge Nascosti - siamo di fronte a una grossa disfunzione della Regione Toscana, che a seguito della dichiarazione di chiusura degli Opg non ha predisposto, ed aveva tempo per farlo, delle strutture alternative. Mi sembra che la soluzione che stiano trovando sia un po' pasticciata, o meglio non abbiano idee di dove andare a collocare questi internati». «E questo è un problema che deve essere risolto non solo nell'interesse degli internati - incalza il consigliere regionale di Forza Italia - ma anche come interesse complessivo di attuazione della riforma e della sicurezza che questa attuazione comporta - spiega ancora - Auspico he la Regione si attivi in fretta perché è in grave ritardo ed inadempiente». «Questa volta Rossi ha sbagliato - conclude Nascosti - ha pensato alla chiusura degli Opg, ma non ha pensato a una struttura alternativa».
Una buona notizia anche per le parlamentari toscane di Sel Marisa Nicchi e Alessia Petraglia. «Abbiamo fatto visita ai detenuti di Solliccianino, che avevano manifestato tutta la loro preoccupazione sul futuro del loro Istituto, incompatibile con il paventato arrivo dei pazienti dell'Opg - spiegano - Avevano addirittura detto di esser pronti allo sciopero della fame collettivo. Alla fine ha prevalso il buon senso e siamo orgogliosi di aver contributo, seppur in piccola parte, al lieto fine di una questione che ha rischiato di creare una drammatica guerra tra detenuti».
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