Sicurezza
I professori “occupano” la scuola per protestare contro la riforma
Da lunedì al Pontormo di Empoli assemblee con studenti e genitori e tavoli di discussione fino a mezzanotte: «No agli istituti trasformati in aziende e ai dirigenti-manager». La didattica sarà garantita
EMPOLI. Iniziative, assemblee, sportelli informativi all’interno della scuola aperta fino a mezzanotte. Ma stavolta i protagonisti della protesta non sono gli studenti, bensì gli insegnanti. Che bocciano il disegno di legge sulla “Buona scuola” e danno vita a una sorta di “occupazione”. Succede all’istituto superiore Pontormo di Empoli, dove da lunedì 27 a giovedì 30 aprile una quarantina di docenti in assemblea permanente daranno vita a una forma di protesta insolita: «Vogliamo rompere con certi schemi tradizionali. Ok lo sciopero (quello generale unitario è programmato per il 5 maggio, ndr) - spiega uno dei docenti, David Parri - ma vogliamo anche incontrare le persone, discutere la riforma, spiegare il nostro punto di vista. Ai genitori, agli studenti e ai cittadini in generale. Si sta andando incontro a un indebolimento della scuola statale, che corre il rischio di essere trasformata da “bene pubblico” a “bene di mercato”». Complice, secondo i prof, una campagna di comunicazione a senso unico, attraverso social network e talk-show che non maschera i reali contenuti della riforma messa a punto dal governo-Renzi: «E ci siamo resi conto che studenti e genitori - in molti casi - non sono pienamente consapevoli dei contenuti del disegno di legge, che in realtà dal nostro punto di vista sono inquietanti».
Al momento sono una quarantina i professori del Pontormo sul piede di guerra (circa la metà del corpo docenti), ma l’obiettivo è di coinvolgere anche i colleghi di altri istituti cittadini e dell’Empolese Valdelsa.
«La didattica - fanno sapere dall’assemblea permanente - sarà regolarmente garantita». Quindi non ci sarà alcuna ripercussione sulle lezioni. Poi, dopo il suono della campanella, da lunedì a giovedì, spazio a tavoli di discussione, approfondimenti e assemblee.
«La scuola si può e si deve cambiare, ma non in questi termini - spiega Parri -. Con questa riforma si va verso un impoverimento dell’offerta formativa a vantaggio di una didattica “da addestramento”».
Sul banco degli imputati anche il ruolo dei presidi: «I dirigenti vengono inquadrati come manager in un modello di “scuola-azienda” che non ci piace: avranno responsabilità enormi, con il consiglio di istituto e il collegio dei docenti che diventeranno dei semplici organi consultivi. E nel frattempo i soggetti privati potranno diventare partner degli istituti. Ma a quale prezzo? Cosa vorranno in cambio? E siamo proprio sicuri che in tutte le zone della Toscana e del resto d’Italia ci saranno privati pronti a investire nelle scuole? In realtà si vuole dare piena autonomia ai dirigenti, anche nel reperimento dei fondi, per fare fronte ai tagli. Non è questa l’autonomia scolastica che vogliamo. Così si certifica il fatto che lo Stato non può sostenere la scuola, ma questo è anticostituzionale. Senza dimenticare gli sgravi fiscali previsti per coloro che iscrivono i propri figli agli istituti paritari».
Criticità che erano emerse anche durante le assemblee non-stop convocate dai sindacati alle quali dieci giorni fa hanno partecipato circa cinquecento tra insegnanti e collaboratori scolastici, proprio nell’auditorium del Pontormo. E che ora vengono rilanciate con forza dall’assemblea permanente dei docenti del Pontormo in attesa di capire quando e come il ddl arriverà in Aula alla Camera: sono infatti quasi 2000 gli emendamenti al testo presentati alla commissione cultura di Palazzo Montecitorio, dove giace attualmente il disegno di legge.
«A studenti e genitori - concludono i docenti - spiegheremo anche questo: il testo potrà subire delle modifiche nelle prossime settimane, ma così com’è non ci piace perché in generale non condividiamo questa visione aziendalista della scuola».
Il programma. Tra le varie attività previste da lunedì 27 a giovedì 30 ci sono due appuntamenti di rilievo nell’auditorium dell’istituto Pontormo, in cui i docenti spiegheranno la loro posizione. il primo coinvolgerà gli studenti ed è stato fissato per lunedì (dalle ore 14,30 alle 17); il secondo invece si terrà mercoledì 29: aperitivo di accoglienza alle ore 19,30 e a seguire (dalle 21 alle 23) l’assemblea con i genitori aperta a tutti la cittadinanza. Nei quattro giorni la scuola resterà aperta fino a mezzanotte.
Nelle fasce orarie pomeridiane saranno organizzate attività di recupero e potenziamento per gli studenti e lezioni aperte a carattere pluridisciplinare. Sia al pomeriggio che dopo cena saranno sempre attivi, nei locali della scuola, tavoli di discussione e approfondimento sul ddl.
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