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Ottanta i profughi in arrivo

L'arrivo di profughi nella zona (foto d'archivio)
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L'arrivo di profughi nella zona (foto d'archivio)

Ecco quanti sono gli immigrati che saranno ospitati a Empoli e nella Valdelsa, le associzioni stanno cercando gli alloggi. Intanto a Certaldo è stata prevista una fiaccolata 

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EMPOLI. Nelle prossime settimane nell’Empolese Valdelsa arriveranno circa 80 migranti, che raggiungeranno gli altrettanti rifugiati che già sono sul territorio. In tutto, infatti, la Prefettura di Firenze ha chiesto di poter smistare 150-160 profughi richiedenti asilo nell’area, che rappresentano circa il 20% dei 900 che verranno accolti nei comuni della Città metropolitana. Il modello di accoglienza è quello descritto dal governatore Rossi in questi giorni: piccoli nuclei di massimo 7-8 persone che verranno gestiti da diversi enti del terzo settore, per lo più Misericordia, Pubbliche Assistenze e Croce Rossa. L’idea dei sindaci, che in queste settimane stanno avendo incontri continui con i funzionari della Prefettura, è quella di impiegare i migranti in compiti di servizio alla collettività.

«Siamo decisi a fare la nostra parte nell’accoglienza di persone che stanno vivendo una vera e propria tragedia umanitaria – spiega Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio e delegato alle politiche migratorie dell’Unione dei Comuni – la Prefettura ci ha chiesto di poter alloggiare 150 profughi e siamo convinti che questa sia una cifra assolutamente compatibile con le dimensioni del territorio. In base all’esperienza dell’emergenza Nord Africa di qualche anno fa, quando fu accolto un numero di persone simile a questo, il modello dei piccoli nuclei sparsi nei vari comuni è quello più funzionale: non si creano allarmismi nella popolazione, a differenza magari della ghettizzazione in centri di accoglienza più grandi, e soprattutto è più facile costruire integrazione nel tessuto sociale».

I primi arrivi ci sono già stati e in questi giorni si stanno moltiplicando gli sforzi delle amministrazioni, delle associazioni di volontariato e di varie istituzioni sia religiose che laiche per trovare delle sistemazioni idonee ad ospitare rifugiati. «Stiamo cercando appartamenti privati adatti – continua Spinelli – oltre a locali in mano all’amministrazione che possano essere sfruttati a questo scopo. Inoltre, associazioni come la Misericordia di Empoli stanno mettendo a disposizione degli alloggi. E’ un lavoro capillare che sta interessando tutti i comuni del Circondario. Ad oggi Montaione, Gambassi, Fucecchio, Vinci, Empoli stanno già accogliendo dei profughi, mentre altri comuni si stanno adoperando per reperire spazi».

L’Unione dei Comuni ha già dato garanzie che entro il 4 maggio saranno trovati nuovi alloggi e quindi di qui alla fine del mese ci potrebbero essere nuovi arrivi. I contatti, comunque, sono continui e il 28 aprile prossimo è prevista una nuova riunione in Prefettura con i comuni dell’area fiorentina. La situazione, come emerge dalle ultime tragiche vicende di cronaca, è di emergenza e gli amministratori di zona, spesso in controtendenza con l’atteggiamento di altri loro colleghi sparsi per l’Italia, sono decisi ad adempiere alle richieste che arrivano dal ministero dell’Interno. «Non è questo il momento di parlare alla pancia delle persone – è l’appello di Alessio Spinelli – se guardiamo in faccia questi disgraziati, giovani, bambini, donne, vediamo tanta disperazione e tanta umanità. Il nostro territorio ha una storia di accoglienza che affonda le radici nel proprio passato. Sinceramente mi sconcertano le frasi di chi vorrebbe affondare i barconi per bloccare i flussi migratori, bisognerebbe piuttosto pensare all’insegnamento che lasciamo ai nostri figli. Di certo, come proposto anche dal presidente Rossi, sono convinto che chi arriva dovrà impegnarsi ad integrarsi sul territorio e credo che lo svolgimento di piccole attività di pubblica utilità possa rappresentare una buona opportunità».

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Per i richiedenti asilo la Prefettura garantisce un contributo giornaliero di circa 30 euro. Denaro questo che proviene direttamente da fondi europei ad hoc. Il contributo viene erogato alle associazioni che provvedono a fornire vitto e alloggio ai rifugiati. A questi ultimi, inoltre, viene fornita assistenza legale per l’iter di richiesta asilo e un servizio di intermediazione culturale con un corso di italiano per imparare la lingua.

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