La protesta
Parte dei medici restano precari scatta la preoccupazione al 118
Alcuni di quelli che lavorano sull’automedica e al pronto soccorso dovevano passare a tempo indeterminato Ma poi la variazione dei loro contratti si è arenata anche se a livello politico era stato raggiunto l’accordo
EMPOLI. Una situazione di incertezza che si protrae ormai da tempo e per cui la preoccupazione aumenta al passare dei mesi. Si parla di sanità e in particolare dei medici del 118 che nella zona sono in parte precari.
Molti sono professionisti che hanno già anni di servizio alle spalle e che lavorano con un contratto che viene rinnovato annualmente. Al pronto soccorso e sulle automediche. Una situazione di precarietà che si ripercuote sulle loro vite e che soprattutto ora con la riorganizzazione della emergenza territoriale provoca ansia e preoccupazione. A fine dicembre il loro contratto scadrà, a loro come a circa seicento altri colleghi della Toscana che sono nelle loro stesse condizioni.
«Qui lavoriamo bene, in questa realtà il 118 funziona bene - spiegano i medici - ma da tempo era stato detto che le nostre posizioni sarebbero state stabilizzate. E invece ancora niente, non abbiamo visto passi concreti».
Già alla fine del 2014 si parlava di procedure avviate per la cancellazione del precariato in un segmento particolarmente delicato del sistema sanitario, quello della medicina di emergenza. In Regione era stata presentata una mozione poi condivisa e approvata all’unanimità. La proposta di stabilizzazione era stata portata da Stefano Mugnai di Forza Italia. Ma tutte le forze politiche si erano spese per portare avanti la definizione dei contratti dei medici precari.
Anche l’assessore alla sanità Luigi Marroni si era impegnato nei mesi scorsi per sistemare il profilo professionale dei medici del 118. Dovevano essere solo indicate le coperture finanziarie per raggiungere un obiettivo rincorso da anni. Un traguardo per i professionisti che lavorano senza certezze da molto tempo «assicurando un servizio di grande competenza soprattutto nei casi estremi, dove la vita delle persone soccorse è appesa a un filo».
Tra l’altro sempre a marzo scorso la commissione emergenza occupazione del consiglio regionale presieduta da Paolo Marini aveva scritto una lettera ai parlamentari toscani per sollecitarli in merito alla stabilizzazione dei medici precari. E lo stesso assessore Marroni aveva affermato che «essendo la questione di carattere nazionale essa deve essere risolta a livello governativo e parlamentare».
Poi, però, la definizione di queste figure si è arenata e tutto è rimasto come prima. Con i contratti dei medici che scadranno a breve. E con la loro preoccupazione che aumenta.
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