Il dolore
Invasione di quindicimila api in centro
Un maxi sciame è uscito fuori dal vecchio edificio della biblioteca, intervento di un apicoltore che le ha fatte uscire dal cespuglio dove si era fermate e poi le ha portate via
EMPOLI.Quando hanno visto la polizia municipale dirigere il traffico e recintare la strada i residenti e i negozianti di via Cavour hanno pensato ad un banale incidente o a qualche ramo pericolante che rischiava di cadere.
Mai però si sarebbero potuti immaginare che il marciapiede di fronte alla biblioteca fosse stato chiuso a causa della presenza di uno sciame di api. Eh già, una vera e propria nuvola di piccoli insetti giallo neri infatti ha completamente invaso un cespuglio nei pressi della biblioteca, all’angolo con via Leonardo da Vinci, attirando una folla di curiosi e costringendo la polizia municipale ad intervenire per recintare l’area e smistare il traffico. Il tutto per evitare che qualcuno potesse essere punto dalle api decisamente agitate, visto che vagavano in cerca di una nuova casa. Già perché questi piccoli produttori di miele non si sono rifugiati nel cespuglio per caso. In questi giorni infatti le pareti esterne della biblioteca comunale sono state letteralmente invase da alcuni sciami dei piccoli insetti, cinque in tutto, che hanno colonizzato il piazzale interno che affaccia su via Leonardo da Vinci ma anche una piccola parte della facciata che guarda via Cavour.
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Le api hanno trovato dei luoghi ideali per costruire le loro casa in delle fessure presenti nelle mura esterne. In questi buchi, rimasugli di alcune finestre ad arco nel corso degli anni, poi parzialmente murate, le api hanno costruito i loro alveari e hanno trovato un rifugio più che perfetto per produrre il tanto amato miele. Una presenza simpatica ma quanto mai pericolosa per i fruitori della biblioteca e per chi si trova a passare da quelle zone, per questo motivo il Comune di Empoli ha deciso subito di intervenire e nel fine settimana tramite l’ufficio ambiente si è attivato un apicoltore che si è occupato di rimuovere secondo le modalità del caso gli sciami. Un’operazione portata avanti nel weekend che però ha richiesto più tempo del previsto. Nel primo intervento non tutte le api erano state raccolte e molte di quelle rimaste senza casa hanno trovato “riparo” nel vicino cespuglio.
Una colonia di almeno 15.000 elementi che ha creato un po’ di scompiglio.
Fino all’intervento di Marcello Bartolini, apicoltore per hobby, che armato di tuta e maschera protettive ha recuperato con una tecnica speciale tutte le api. «Non è stato un intervento difficile – spiega Bartolini – perché in questo caso non c’erano problemi di quota. Queste api hanno compiuto quello che si chiama volo di orientamento, il primo volo lontano dall’arnia e si sono posate non molto lontano dal punto di partenza formando quello che in gergo viene chiamato un glomere per andare poi a cercare entro le 24 ore successive il luogo definitivo di destinazione che può essere lontano anche quattro o cinque chilometri. Per recuperarle abbiamo utilizzato una procedura standard: abbiamo preso la classica cassetta prendi sciami, abbiamo scosso il cespuglio e abbiamo fatto cadere le api dentro la scatola (all’interno dei quali ci sono dei piccoli telai da nido, ndc). Tra questa gran parte di api cadute nel cespuglio c’era sicuramente anche l’ape regina e di conseguenza tutte le altre sono piano piano rientrate nella scatola per riformare il glomere».
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Per farle entrare nella cassetta Bartolini ha utilizzato una tecnica particolare. «Spruzziamo addosso alle api del fumo per farle impaurire – prosegue l’apicoltore empolese – pensano che il luogo dove si trovano stia bruciando e così le facciamo nascondere dove vogliamo noi».Dopo essere state raccolte tutte sane e salve le api hanno fatto l’ultimo viaggio di giornata per raggiungere con l’auto del signor Bartolini l’apiario che dunque si prepara ad accogliere una nuova famiglia. Con questa operazione il comune ha praticamente ultimato la rimozione delle api dalla parte esterna della biblioteca, restano da fare solo dei piccoli interventi finali.
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