Sicurezza
Acqua senza amianto, ecco i risultati delle analisi
A Fucecchio i prelievi fatti a San Pierino e in piazza Padre Ceci hanno dato esito negativo. Ma la polemica politica tra Pd e Cinque Stelle non accenna a sgonfiarsi
FUCECCHIO. Da una parte i 5 Stelle che chiedono approfondimenti sulla questione amianto negli acquedotti fucecchiesi, dall'altra il Partito Democratico che li accusa di fare allarmismo basato sul "sentito dire": in consiglio comunale a Fucecchio si è scatenata la bagarre tra parte della minoranza e il gruppo consiliare di maggioranza. Tema, come anticipato, l'impatto delle fibre d'amianto ingerite (non inalate) attraverso il consumo dell'acqua potabile che transita da tubazioni che - come precisato dall'Autorità Idrica Toscana - a Fucecchio sono per il 19.2% composte in amianto
Prima di tutto sul sito dell'autorità idrica toscana si legge che Acque spa ha effettuato due prelievi a Fucecchio (uno in via delle Rose a San Pierino e l'altro piazza Padre Ceci) dai quali è emersa la presenza di zero fibre d'amianto per litro. Per cui - da quei campionamenti - esce un valore decisamente rassicurante. I laboratori sono quelli del Gruppo Hera in Emilia - Romagna.
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Sulla questione dell'amianto ingerito i pareri, però, non sono tutti uguali: è vero che l'Organizzazione mondiale della sanità non ha voluto stabilire dei valori soglia proprio perchè al momento non ci sono evidenze che l'asbesto - quando viene bevuto - sia dannoso come quando viene respirato, provocando mesoteliomi o asbestosi. Dall'altro lato, tuttavia, il Parlamento Europeo nel 2013 ha "invitato" a indagare sull'impatto che l'ingerimento dell'amianto potrebbe avere. Su questa diatriba scientifica si è sviluppata quella politica: i 5 Stelle chiedono ad Acque Spa un piano di sostituzione delle tubature da presentare entro il 30 settembre 2015, oltre ad una mappatura sul sito dell'azienda delle zone con condutture in amianto.
Oltre a ciò chiedono analisi semestrali per la ricerca di fibre di amianto nelle acque con prelievi a rotazione in punti sensibili, tipo le scuole. La maggior novità, tuttavia, è un'altra: la costituzione di un comitato di garanzia composto da cinque cittadini volontari che si proporranno per controllare tutto il processo d'analisi, indicando un laboratorio di riferimento fuori dai confini regionali. I cittadini dovranno ruotare almeno una volta l'anno.
La risposta del Pd non si è fatta attendere, tramite il capogruppo Lorenzo Toni: « Quanto chiesto dal Movimento 5 Stelle comporterebbe spese milionarie per il nostro comune, spese non giustificate, ad oggi, da alcuna necessità oggettiva, spese che andrebbero a discapito e danno di altri servizi: spendere i soldi pubblici richiede una enorme dose di prudenza e perizia, non ci si deve far ingannare dal “sentito dire” o da semplici illazioni. Sono i soldi di tutti noi cittadini, quelli che il comune spende, e per ogni spesa è ai cittadini che si deve rendere conto: l’amministrazione persegue l’interesse pubblico, non quello di una mozione 5 Stelle. In presenza di dati certi, in presenza di un rischio vero, in presenza di indicazioni provenienti da organismi competenti, il Pd sarebbe in prima linea nel chiedere un cambiamento».
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