Il Tirreno

Empoli

Addio a Goffredo Vignozzi antifascista e “sovversivo”

Processato a 22 anni per aver fatto parte di una cellula comunista clandestina Parrini: «Mi ha trasmesso la passione per la Memoria». Oggi il funerale

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VINCI. All'età di 98 anni si è spento a Spicchio Goffredo Vignozzi; era nato a Vinci il 20 novembre del 1916, ed era molto conosciuto per le sue molteplici attività e per l'impegno profuso nella divulgazione dei suoi ideali di vita. Antifascista da sempre, fu tra gli schedati nel casellario politico centrale quando, all'indomani di una serie di arresti nell'Empolese, il 13 giugno del 1937, fu incarcerato a Como, dove si trovava come militare di leva, per ordine del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato. Processato a 22 anni per attività sovversiva, - reo di aver fatto parte di una cellula comunista clandestina - verrà giudicato colpevole; lui giovanissimo, affronterà il processo insieme ad altri antifascisti come Guido Masi, primo sindaco di Vinci dell'Italia repubblicana. Condannato a 4 anni di reclusione ne sconterà due perché nel 1940, con l'entrata in guerra, il regime gli condona il resto della pena richiamandolo alle armi per inviarlo al fronte. Dopo lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio del 1943 viene preso prigioniero e inviato in un campo in Algeria: tornerà a casa nel 1946. Spicchiese, in tanti lo ricordano come strenuo difensore delle ragioni della parte bassa del comune di Vinci, come fu in occasione del tentativo di aggregazione di Spicchio e Sovigliana al comune di Empoli. La vita di Goffredo non è stata facile; all'età di otto anni rimase orfano del padre, e la madre rimasta sola fu costretta ad affidarlo all'orfanotrofio dei padri scolopi di Empoli. In collegio lavora e studia, fino alla quinta ginnasio; è in quell'ambiente che Goffredo percepisce le differenze fra le classi sociali, le diversità di trattamento in base al ceto d'origine. Negli ultimi anni di collegio, frequentando un barbiere di Empoli entra in contatto con il partito comunista clandestino prestando la propria capacità di saper leggere e scrivere per redigere lettere da inviare ai compagni rifugiati in Francia. Si è dedicato per tutta la vita a mantenere viva la memoria dei valori dell'antifascismo. È stato presidente della sezione di Empoli dell' Anppia curandone le attività insieme al suo amico Remo Scappini. «Da bambino - è questo l'affettuoso ricordo dell'onorevole Dario Parrini - i primi racconti su fascismo e antifascismo li ho sentiti da lui. Erano insieme istruttivi e divertenti. I primi libri dell'Anppia e dell'Anpi me li ha fatti leggere lui. Il primo che mi ha parlato di Mario Fabiani e uno dei primi a trasmettermi la passione per la memoria storica è stato lui. Fu anche per un suo suggerimento che da sindaco promossi la pubblicazione del volume “Protagonisti dell'antifascismo a Vinci”». I funerali in forma civile sono fissati per stamani alle 10 con partenza dall'abitazione di via Buonarroti a Spicchio.

Paolo Santini

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