Il Tirreno

Empoli

Era stato anche calciatore

Scomparso l’imprenditore Dante Moriani, oggi i funerali

Scomparso l’imprenditore Dante Moriani, oggi i funerali

FUCECCHIO. Cordoglio per la morte di Dante Moriani, conosciuto imprenditore calzaturiero e in precedenza calciatore del Fucecchio e del San Miniato, scomparso all’età di 85 anni. Età che portava...

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Cordoglio per la morte di Dante Moriani, conosciuto imprenditore calzaturiero e in precedenza calciatore del Fucecchio e del San Miniato, scomparso all’età di 85 anni. Età che portava come un giovanotto prima che una malattia incurabile lo aggredisse repentinamente. Lascia la moglie Bruna, la figlia dottoressa Dania, il genero e i nipoti. Le esequie funebri verranno celebrate oggi alle 16,30 partendo dall’abitazione in via Pier della Francesca n. 6, per la chiesa di Santa Maria delle Vedute. Segue la tumulazione nel cimitero locale.

Fino all’aggravarsi di un male incurabile era facile incontrarlo ai capannelli dei tifosi in piazza Montanelli, a parlare della locale squadra bianconera, oppure delle formazioni di serie A impegnate nel campionato. Il suo ruolo era centrocampista di classe. Aveva anche doti tecniche per salire di categoria, ma era vincolato al calzaturificio “Da-Ne”che aveva il nome dalle sue iniziali e del suo socio Nedo Lupi. E se le scarpe gli hanno dato soddisfazioni economiche, parlava sempre con passione anche del calcio. E della pesca a canna, in cui era bravo.

Una curiosità: Dante partecipò anche a “Campanile sera”, sfida televisiva di varia cultura e di calcio giocato, con la maglia rossoblu del San Miniato. E’ rimasto memorabile per aver sbagliato 10 tiri dagli 11 metri. Al “Tirreno” un paio d’anni fa, svelò il perché. «Ero rigorista già quando giocavo nel Fucecchio. Ma mi ritrovai a calcare i rigori, quella sera, non in un campo sportivo, bensì in una piazza a Milano. La zona di gara era transennata, non avevo alle spalle nemmeno lo spazio per prendere un po' di rincorsa. Segnai il primo gol, poi andai in difficoltà: non potevo nemmeno fintare. In tali condizioni è facile sbagliare. La gente davanti al piccolo schermo in bianco e nero, pensò che il pallone, o la porta, fossero stregati. Poi andò via la luce, con rammarico dei presentatori Enza Sampò ed Enzo Tortora. Fu l'interruzione che m'innervosì definitivamente».

Luciano Gianfranceschi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa