Sicurezza
Bilanci dell’ Asl, assolti due manager
Scarafuggi, ora dirigente a Empoli, e Simonetti erano accusati di aver “truccato” i conti dell’azienda pistoiese
EMPOLI. Assolti perché il fatto non sussiste: questa la sentenza che ha chiuso l’udienza preliminare nei confronti degli ex vertici dell’Asl 3 di Pistoia, accusati di falso ideologico per la presunta “truccatura” dei bilanci 2009 e 2010. Riconosciuta in pieno, dunque, la correttezza del direttore generale Alessandro Scarafuggi, ora dirigente all’Asl di Empoli, e del direttore amministrativo Stefano Simonetti, al vertice dell’Asl pistoiese dal 2007 al 2012.
La sentenza del gup Alessandro Buzzegoli è arrivata nel primo pomeriggio, dopo che in mattinata l’udienza era stata occupata dalla requisitoria del pm Luigi Boccia e dagli interventi dei difensori, Federico Bagattini per Scarafuggi e Andrea Niccolai per Simonetti.
L’inchiesta, su cui aveva lavorato la Guardia di finanza, non riguardava (a differenza del caso della Asl di Massa) dei “buchi” di bilancio, ma una presunta sottovalutazione dei costi nei bilanci 2009 e 2010 sottovalutazione che li avrebbero resi più “virtuosi” di quello che fossero realmente. Questo, almeno, nella prima versione di entrambi i bilanci, che erano stati modificati dopo l’esame da parte della Regione e la formulazione di una serie di rilievi da parte di quest’ultima. La differenza tra uscite apparenti e reali era stata stimata in circa 50 milioni di euro.
Avviata nel 2012, l’inchiesta si era conclusa nell’ottobre scorso, basandosi soprattutto sulla documentazione contabile dell’azienda sanitaria pistoiese. In particolare, secondo l’accusa, Scarafuggi e Simonetti avevano utilizzato nei due bilanci un intero arsenale di artifici contabili, dagli ammortamenti con aliquote non corrette all’errata capitalizzazione di quelli che invece risultavano costi, all’indicazione di crediti verso altre aziende sanitarie mai riconosciuti, al rinvio di voci di costo ad esercizi successivi. In questo modo sarebbero state nascoste perdite per oltre 13 milioni, alle quali si dovevano aggiungere mancate rettifiche di poste contabili per un ammontare di 17,5 milioni e 16 milioni rispettivamente, negli anni 2009 e 2010.
Dopo la conclusione delle indagini, a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, sia Simonetti che Scarafuggi sono stati ascoltati a lungo in procura ed hanno spiegato il loro punto di vista. Quasi negli stessi giorni Scarafuggi, che era imputato anche a Massa nell’inchiesta sul “buco” in bilancio da 240 milioni di quell’azienda sanitaria (essendo stato direttore generale dal 2002 al 2007) otteneva il proscioglimento con formula piena dall’accusa – anche in quel caso – di falso in atto pubblico.
E grazie anche agli interrogatori degli imputati, anche l’inchiesta di Pistoia ha assunto una piega più favorevole. In particolare, l’accusa ha ridimensionato la portata dell’ipotizzato falso, assumendo la legittimità di almeno una parte delle scelte inserite nei bilanci dell’Asl pistoiese.
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